Tasti di scelta rapida del sito: Menu principale | Corpo della pagina | Vai alla colonna di sinistra

Colonna con sottomenu di navigazione


Soggetti produttori

Soggetti conservatori

Contenuto della pagina


Guida on-line agli archivi non statali
Menu di navigazione

Home » Ricerca guidata » Soggetti produttori - Persone » Soggetto produttore - Persona

Lambruschini Raffaello

Genova 1788 ago. 14 - S. Cerbone (Figline Valdarno, Firenze) 1873 mar. 8

Religioso
Politico
Agronomo
Pedagogo

Intestazioni:
Lambruschini, Raffaello, religioso, politico, agronomo, pedagogista, (Genova 1788 - Figline Valdarno 1873)

Raffaello Lambruschini nacque a Genova da facoltosa famiglia il 14 agosto 1788. A 17 anni vestì l’abito sacerdotale e ancora giovanissimo, dopo l’invasione da parte di Napoleone dello stato pontificio, dovette assumere in segreto la carica di provicario generale della diocesi di Orvieto essendo stato deportato in Francia lo zio vescovo. Scoperto, fu arrestato e mandato in Corsica. Tornato a Orvieto nel 1814, fu addetto per qualche tempo a una congregazione religiosa ma, non approvando i costumi del clero romano, abbandonò la carriera ecclesiastica e si ritirò nella tenuta paterna di San Cerbone presso Figline Valdarno. Agli studi classici, filosofici, teologici, seguirono quelli di botanica e fisica che gli fecero conoscere l’ambiente culturale fiorentino. Frequentò Gian Pietro Vieusseux, Gino Capponi, Niccolò Tommaseo, Bettino Ricasoli, Vincenzo Salvagnoli, Cosimo Ridolfi. Con quest’ultimo e Lapo de’ Ricci fondò nel 1827 il «Giornale agrario toscano» con il programma di diffondere tra i contadini i progressi delle tecneche agrarie. Scrisse inoltre nella «Nuova Antologia». Diventato socio dell’Accademia dei Georgofili collaborò con varie memorie alla suddetta accademia e nel 1865 ne diventò presidente. Per 17 anni (dal 1830 al 1847) fondò e diresse a San Cerbone, nella sua villa, un istituto d’educazione nel quale sperimentò um metodo d’insegnamento che ribaltava i sistemi tradizionali dell’epoca. Dal terreno sperimentale di San Cerbone uscì il primo grande giornale pedagogico italiano, la «Guida dell’educatore», a cui seguirono le «Letture per i fanciulli» e le «Letture per la gioventù». Con il Ricasoli e il Salvagnoli fondò e diresse il giornale fiorentino «La Patria» (2 luglio 1847-30 novembre 1848) nel quale, come ne «Lo Statuto» propugnò la causa d’Italia e il rinnovamento della Chiesa e dei suoi istituti. Promulgato lo Statuto fu, per due volte, nel 1848 e nel 1849, eletto deputato al Consiglio Generale dal Collegio di Figline. Nel 1859 fece parte dell’Assemblea toscana. Fu ispettore generale delle scuole toscane poi, provveditore. Senatore del regno nel 1860, nello stesso anno fondò il periodico «La Famiglia e la Scuola» a cui seguì nel 1862 «La Gioventù». Nel 1867 fu nominato professore di pedagogia nell’Istituto superiore di studi pratici e di perfezionamento di Firenze poi, soprintendente. Cessò dalla carica il 1872 e l’anno successivo si spense nella sua villa a S. Cerbone.

Complessi archivistici prodotti:
Lambruschini Raffaello (fondo)


Bibliografia:
G. Baccini, "Lettere inedite di Niccolò Tommaseo al senatore abate Raffaello Lambruschini", in «Rivista delle Biblioteche e degli Archivi», XIV (1903)
P. Giordani, "Lettere", a cura di G. Ferretti, Bari, 1937, 2 voll
G. Giraldi, "Raffaello Lambruschini. Un uomo, una pedagogia", Roma, 1969.
G. Sofri, "Ricerche sulla formazione religiosa e culturale di Raffaello Lambruschini", in «Annali della Scuola normale superiore di Pisa. Lettere, storia e filosofia», serie II, vol. 29, 1960, pp. 150-189
R. Gentili, "Lambruschini: un liberale cattolico dell’800", Firenze, 1967

Redazione e revisione:
Capannelli Emilio, revisione
Morotti Laura, 2010, rielaborazione
Panedigrano Palmira, 1996, prima redazione


icona top