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Placci Carlo

Londra 1861 - Firenze 1941

Giornalista
Scrittore
Traduttore

Intestazioni:
Placci, Carlo, giornalista, (Londra 1861 - Firenze 1941)

Carlo Placci nacque a Londra nel 1861 da Gennaro, banchiere di Faenza, e una nobildonna di origini messicane, Maria Guadalupe Ruiz Villegas. Frequentò fin da giovane l'ambiente dell'alta società fiorentina, grazie alla stretta amicizia con i Boutourline, russi di origine polacca, la cui casa era frequentata dai Serristori, i Minghetti ed Alfonso Lamarmora. Conoscitore delle lingue francese e inglese, si cimentò nella lettura della poesia inglese affiancandone quella del romanzo francese. Studiò ad Oxford vantando ben presto amicizie inglesi e francesi come quella di Vernon Lee, pseudonimo della scrittrice inglese Violet Paget, conosciuta nel 1880. Con lei tenne per lungo tempo un fitto carteggio e scambio di idee, ma il suo maestro fu sicuramente, almeno nelle prime prove letterarie, che non vanno oltre il gusto del bozzetto, Enrico Nencioni, fondatore del «Fanfulla della Domenica» al quale Placci si rivolgeva per ricevere consigli e suggerimenti. Grazie a lui venne chiamato a collaborare, oltre che a riviste fiorentine come la «Rassegna Nazionale» e «Il Marzocco», alla rivista romana «Cronaca Bizantina», su invito di D'Annunzio, entrando così in contatto con Gegè Primoli, Ruggero Bonghi e Matilde Serao. Viaggiatore e frequentatore di ritrovi mondani, anche all'estero, si specializzò in articoli scritti dai luoghi di villeggiatura, in uno stile spigliato e piacevole. Appartiene, invece, al suo periodo socialisteggiante e all'influsso del realismo letterario, la sua prova romanzesca intitolata Un furto (1892). Caratteristica, infatti, di Carlo Placci fu quella di subire le più eterogenee influenze (di questi anni sono la frequentazione del salotto fiorentino di casa Villari, la sua amicizia con Salvemini e con Vilfredo Pareto), di non mantenere quanto la sua brillante intelligenza prometteva e di dissolversi in dilettantismi mondani. Concluso pertanto il periodo "socialista", tentò senza successo la critica d'arte, approfondendo la conoscenza con Vernon Lee e soprattutto con Bernard Berenson. E' grazie al Placci, al quale fu legato a lungo da amicizia, che il critico fu introdotto negli ambienti più inaccessibili e aristocratici. Carlo Placci iniziò, inoltre, un fitto carteggio con Albertine contessa di Montebello, conosciuta a Parigi, che si sostituì così a Vernon Lee: non a caso sono di questi anni il suo interesse e la sua simpatia per il movimento neoclericale, propri dalla Montebello. Nel 1898 vi era stata la seconda prova letteraria di Carlo Placci, "Mondo Mondano", che non ricevette tuttavia recensioni particolarmente lusinghiere. Egli, peraltro, continuò a scrivere per il «Marzocco»: molti sono gli articoli dedicati alla musica in questo periodo, dal 1901 al 1914 (su R. Strauss, R. Wagner), chiedendo ragguagli e suggerimenti all'amico Giuseppe Buonamici. Dal 1908 al 1931 scrive anche sul «Corriere della Sera», avendo come tutore Ugo Ojetti. Il suo accanimento nazionalistico costringe il direttore del giornale, Luigi Albertini, a non pubblicare certi suoi articoli troppo xenofobi. La Prima guerra mondiale lo colse nel mezzo di un viaggio in Germania. Raggiunta con difficoltà l'Italia, si colloca su posizioni in favore della guerra e, in un impeto di patriottismo, contro i tedeschi. Nel novembre 1918 lo troviamo nella Parigi vittoriosa seguire per «Il Marzocco» il Congresso della Pace, occasione unica per frequentare la mondanità parigina. Passa gli ultimi anni della vita a Parigi, ma soprattutto a Bruxelles. Rientrato in Italia, muore ottantenne a Firenze.

Complessi archivistici prodotti:
Placci Carlo (fondo)


Bibliografia:
Marie-Pierre Strowel, "Carlo Placci. Between Italy and Britain in the 1880s: His Friends, his Essays, and the Role of Enrico Nencioni", in <<The Modern Language Review>>, jan. 1994, pp. 71-87

Redazione e revisione:
Affolter Barbara Maria, 2017/11, revisione
Capannelli Emilio, revisione
Insabato Elisabetta, 1996, prima redazione
Morotti Laura, 2017/11, revisione


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