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Vagnetti Luigi

Roma 1915 apr. 20 - Firenze 1980 ott. 26

Architetto

Intestazioni:
Vagnetti, Luigi, architetto, (Roma 1915 - Firenze 1980), SIUSA

Sotto la guida del padre pittore, Luigi Vagnetti fu introdotto agli studi artistici. Nel novembre 1933 si iscrisse all'Istituto Superiore di Architettura di Roma. Durante gli anni universitari vinse vari premi e borse di studio, come quella della Fondazione Palanti e del lascito G. Fuccioli. Nel 1935 e nel 1937 partecipò alle Gare Littoriali dell'Arte, classificandosi primo in entrambi i concorsi. Nella primavera del 1936 prese parte ad un viaggio di studio in Libia, organizzato dalla Facoltà di Architettura di Roma, durante il quale ebbe occasione di collaborare al rilievo del complesso della Basilica e del Foro Severiano a Leptis Magna, sotto la guida di Gustavo Giovannoni.
Si laureò con il massimo dei voti il 29 novembre 1938 con la tesi Progetto di una Residenza estiva reale sul Monte Antenne a Roma, che nel dicembre dello stesso anno ottenne il Premio Manfredo Manfredi, per la migliore tesi di laurea della Facoltà di Architettura di Roma. Nel marzo 1939 superò, presso la Facoltà di Architettura di Napoli, l'esame di stato all'abilitazione professionale.
Appena laureato, fu nominato assistente volontario al corso di Composizione architettonica della Facoltà di Roma, diretto da Arnaldo Foschini, con il quale iniziò il suo apprendistato come libero professionista. In questi anni partecipò, in collaborazione con altri architetti, a vari concorsi nazionali ed internazionali, conquistando spesso il primo premio (Teatro dell'Opera di Stato di Belgrado, 1940; Piano Regolatore di Palermo, 1940; Teatro ambulante da 5000 posti, 1941). Nell'aprile 1940 vinse il concorso come assistente ordinario di Architettura e Composizione architettonica, ma solamente nel gennaio 1949 ottenne la relativa nomina. Grazie a questo incarico ebbe la possibilità di sviluppare nuovi esperimenti didattici, in collaborazione con Foschini, e successivamente con Saverio Muratori, titolare della cattedra dal 1955. Nel novembre 1950 fu nominato professore incaricato dell'insegnamento di Disegno dal vero, subentrando così al padre, che era stato titolare della cattedra sin dalla fondazione della Scuola di Architettura nel 1921. Nel dicembre 1958 ottenne l'idoneità per la cattedra di Elementi di composizione.
Vinto nel giugno 1961 il concorso nazionale per la cattedra di Elementi di architettura e Rilievo dei monumenti, bandito dalla Facoltà di Architettura di Palermo, vi prestò servizio dal febbraio 1962 all'ottobre 1965 come professore straordinario e dal febbraio 1965 come professore ordinario. Nel biennio 1964-1965 fu incaricato nella stessa Facoltà dell'insegnamento di Arte dei giardini e Architettura paesistica. In quegli anni cercò di proporre un programma didattico nuovo e sviluppò un'attenta analisi critica impostata sui temi della figura e della formazione dell'architetto, della sua posizione nella società. Dal gennaio 1963 fu direttore dell'Istituto di Elementi di architettura e Rilievo dei monumenti, dando vita ad un'intensa attività di ricerca interdisciplinare e promuovendo la pubblicazione di una serie di Quaderni di Istituto, frutto degli studi sul centro storico di Palermo e sulle ville barocche della Conca d'Oro. Nell'ottobre e novembre 1964, su invito dell'Università Nazionale dell'Iran, tenne un corso di lezioni di Storia dell'architettura moderna presso la Facoltà di Architettura di Teheran, in qualità di visiting professor.
Nel novembre 1965 si trasferì nella nuova Facoltà di Architettura di Genova, dove gli venne ancora affidata la cattedra di Elementi di architettura e Rilievo dei monumenti. Anche qui ebbe l'opportunità di costituire e dirigere un Istituto di ricerca, interessandosi in particolare al rilievo architettonico e urbanistico del centro cittadino. Nel novembre 1968 fu nominato preside della Facoltà di Genova, ma declinò l'incarico per dedicarsi alla didattica e alla ricerca scientifica. Dal 1965 al 1967 fece parte della Commissione del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, per lo studio della riforma delle Facoltà di Architettura. Nel 1967 fu nominato membro della Commissione ministeriale incaricata di studiare l'ordinamento dei Politecnici in Polonia e in tale veste fu nominato visiting professor del Politecnico di Varsavia. Dal 1969 fu membro del Comitato Tecnico dell'Istituto Universitario di Architettura di Reggio Calabria. Nel novembre 1971 vinse presso la Facoltà di Architettura di Firenze la cattedra di professore ordinario di Composizione architettonica del cui Istituto fu direttore, dal 1972 al 1974.
Durante la sua lunga attività Vagnetti ottenne numerosi riconoscimenti ufficiali e ricoprì importanti cariche. Dal 1939 fu socio del Centro Nazionale Studi per la Storia dell'Architettura; dal 1940 fu membro dell'Istituto Nazionale di Urbanistica e dal 1960 dell'Istituto Nazionale di Architettura. Nel dicembre 1962, per la sua attività di studioso e di pubblicista, fu insignito dalla presidenza del Consiglio dei Ministri del Premio per la cultura. Fu inoltre socio dell'Accademia delle Arti del Disegno di Firenze e dell'Accademia di San Luca di Roma. Dal 1947 al 1950 fu Capo Ufficio Progetti della Società Generale Immobiliare in Roma. Questa esperienza gli permise di approfondire la preparazione professionale e di verificare le ipotesi formulate negli anni precedenti. Risale a questo periodo la progettazione ed esecuzione del complesso Cinema-teatro detto Palazzo Grande a Livorno (1949), che rappresenta una delle sue più importanti ed impegnative esperienze professionali. Negli anni successivi si dedicò allo studio dei centri storici urbani, ed in particolare approfondì temi urbanistici, con attenzione ai problemi ambientali. Si ricordano i progetti per i complessi edilizi dell'INA-Casa a Roma, Quartiere Tuscolano II (1951), a Firenze (1953), a Taranto (1953), a Napoli (1953); il progetto di sistemazione urbanistica del rione Monte di Pietà a Palermo (1953); il progetto del Piano regolatore per il quartiere INA-Casa Due Madonne di Bologna (1953); la sistemazione urbanistico-edilizia della Piazza del Municipio di Castellammare del Golfo (Trapani) (1954).
Nel settembre 1960, su invito del governo tunisino, aprì uno studio professionale di consulenza urbanistica a Tunisi e fu incaricato di redigere i piani regolatori di varie città tunisine delle regioni di Le Kef e di Souk el Arba.
Consistente la sua attività nel campo dell'edilizia pubblica (palazzi, teatri, banche, concorsi diversi) e dell'edilizia religiosa che vede la realizzazione di nove edifici, dalla cappella del Sanatorio femminile di Casalsole (Città di Castello, 1947) alla chiesa parrocchiale di San Timoteo a Casal Palocco (Roma) alla Madre della Chiesa di Foggia terminata nel 1969.
La sua intensa attività di studioso e ricercatore ha prodotto numerosi scritti che spaziano dall'urbanistica al rapporto tra tradizione e moderno, dal tema del disegno dal vero, alla storia critica del rilievo architettonico, dallo studio della formazione dell'architetto nel passato al problema della riforma degli studi universitari. Per conto della Società Editrice Vitali e Ghianda di Genova, diresse dal 1958 al 1971 la collana «Architettura» e dal 1969-71 la collana «Architettura del XX secolo in Italia»; dal 1972 al 1979 diresse «Studi e documenti di architettura», rivista dell'Istituto di Composizione architettonica della Facoltà di Architettura di Firenze.


Per saperne di più:
Biblioteca di Scienze Tecnologiche. Architettura. Università di Firenze
Chartae. Fondi archivistici del sistema bibliotecario di ateneo dell'Università di Firenze

Complessi archivistici prodotti:
Vagnetti Luigi (fondo)


Bibliografia:
Luigi Vagnetti (1915-1980). Inventario analitico dell'archivio, a cura di Gabriella Carapelli, Edifir, Firenze,2008
Guida agli archivi delle personalità della cultura in Toscana tra '800 e '900. L'area fiorentina, a cura di E. Capannelli, E. Insabato, Firenze, Olschki, 1996, 632-635
Guida agli archivi di architetti e ingegneri del Novecento in Toscana, a cura di E. INSABATO, C. GHELLI, Firenze, Edifir, 2007, 370-375 (P. Malentacchi - G. Carapelli)
S. MURATORI, Architetto Luigi Vagnetti. Il Palazzo Grande di Livorno, in «Architetti», n. 14, 1952, pp. 11-18
G. CATALDI, voce Luigi Vagnetti, in Macmillan Encyclopedia of Architects, London, Collier Macmillan Publishers, 1982, voI. IV, pp. 248-249
Luigi Vagnetti architetto (Roma, 1915-1980) Disegni – progetti – Opere, catalogo della mostra a cura di G. Cataldi, M. Rossi, numero speciale di «Studi e documenti di Architettura», nuova
serie, n. 21, gennaio 2000, Firenze, Alinea, 2000
B. MORETTI, Alcune opere dell’architetto Gigi Vagnetti di Roma, in «Rassegna di Architettura», n. 9, 1940, pp. 3-11
Omaggio a L. Vagnetti, in «Studi e documenti di Architettura», n.11, Istituto di Composizione
Architettonica della Facoltà di Architettura, Firenze, 1980
Vagnetti Luigi, ad vocem, in Dizionario Enciclopedico di Architettura e Urbanistica, diretto da P. Portoghesi, vol. VI, Roma, Istituto Editoriale Romano, 1969

Redazione e revisione:
Ghelli Cecilia, 2010/03/17, prima redazione


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