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Bindi Enrico

Canapale (Pistoia) 1812 set. 29 - 1874 giu. 23

Religioso: vescovo
Traduttore
Letterato
Insegnante
teologo

Intestazioni:
Bindi, Enrico, religioso, vescovo, letterato, insegnante, traduttore, teologo, (Canapale 1812 - 1874)

Enrico Bindi nacque a Canapale (PT) da famiglia agiata il 29 settembre 1812. All'età di nove anni, in occasione del trasferimento della famiglia a Pistoia fu iscritto alla scuola esterna del Seminario vescovile della città. A tredici anni entrava in seminario e sotto la guida del can. Giuseppe Silvestri si appassionò agli studi distinguendosi al punto che nel 1833 gli fu affidato l'insegnamento della grammatica. Il 4 aprile 1835 fu consacrato sacerdote e nello stesso anno gli venne affidata la cattedra di materie umanistiche. Resse questo ufficio fino al 1857, quando venne nominato rettore dell'Istituto di sapienza. Appartiene a questi anni il momento di maggior rigoglio della sua attività di erudito e traduttore di opere latine e greche, pubblicò inoltre sull'ĞArchivio storico italianoğ tre lettere di Lorenzo il Magnifico agli operai di San Jacopo e allo spedalingo del Ceppo, corredate di note erudite. Nel 1844 pubblicò i "Commentarii con un discorso sulla vita e sulle opere di Giulio Cesare", e nel 1850 "Orazio", anch'esso con commento in italiano. Nel 1852 curò l'edizione delle opere di Bernardo Davanzati, corredata di nota biografica sullo scrittore. Nel 1853 diede alla luce "Cenni sul teatro comico dei latini", opera propedeutica alla pubblicazione delle "Commedie di Terenzio e di Plauto". Oltre ad un saggio sulla vita e le opere di Giovanni Arcangeli, suo amico, curò la traduzione dei sei libri del "Sacerdozio" di S. Giovanni Crisostomo e infine nel 1864 la traduzione delle "Confessioni" di Sant'Agostino, che ottenne una menzione commemorativa di Cesare Guasti nel rapporto dell'anno accademico 1875-76 degli ĞAtti dell'Accademia della Cruscağ. Parallelamente all'attività di erudito anche la carriera ecclesiastica e di insegnante subì degli avanzamenti: nel 1857 fu nominato rettore del Liceo Forteguerri, ma dopo soli due anni per ragioni politiche venne spostato a Pisa come professore di teologia dogmatica presso l'Università, ufficio che gli fu però tolto dopo soli due anni. Nel 1860 fu nominato da Mons. Francesco Baldanzi rettore del Seminario collegio di Siena. Rimase in tale città finché non fu chiamato a reggere la diocesi di Pistoia e Prato. Negli anni in cui fu vescovo di tale diocesi si distinse per l'interesse e l'importanza che dette alla riforma dei seminari e degli studi condotti al loro interno. Nel 1873 dal Papa fu inviato a Siena dove fondò un secondo seminario in cui raccogliere gli studenti meritevoli, aprì un ricovero per giovani donne indigenti intitolato a Santa Caterina da Siena e dotò le chiese prive di arredi sacri. In questo periodo ripubblicò le sue "Lettere pastorali" ed iniziò la traduzione delle lettere di Sant'Agostino, opera che rimase incompiuta a causa della sua morte sopraggiunta il 23 giugno 1874. E' sepolto a Pistoia nel cimitero della Arciconfraternita della Misericordia con un'epigrafe da lui scritta nel testamento. La città lo ricorda anche per il monumento opera del Dupré che si trova all'interno della cattedrale.

Complessi archivistici prodotti:
Bindi Enrico (fondo)
Bindi Enrico (fondo)


Redazione e revisione:
Capannelli Emilio, revisione
Guerrini Marta, 2010, prima redazione
Morotti Laura, rielaborazione


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