Tasti di scelta rapida del sito: Menu principale | Corpo della pagina | Vai alla colonna di sinistra

Colonna con sottomenu di navigazione


Contenuto della pagina


Guida on-line agli archivi non statali
Menu di navigazione

Home » Ricerca guidata » Soggetti produttori - Persone » Soggetto produttore - Persona

Berlam Giovanni Andrea

Trieste 1823 - Trieste 1892

architetto

Intestazioni:
Berlam, Giovanni Andrea, architetto, (Trieste 1823 - Trieste 1892), SIUSA

Giovanni Andrea Berlam entrò giovanissimo all'Accademia di Belle Arti di Venezia allora diretta dall'architetto Pietro Nobile (1774-1854); si iscrisse quindi al Politecnico di Vienna nell'anno accademico 1841-42, frequentando le lezioni fino al 1845; qui fu allievo di Adam Burg (1797-1882), matematico e titolare della cattedra di Meccanica, di Josef Stummer (1808-1891), ordinario di Ingegneria idraulica, e di Ludwig Foerster (1797-1863), docente del corso di Composizione architettonica. Dopo un ulteriore anno all'Accademia di Belle Arti di Vienna, nel 1846 presentò istanza all'Imperial Regio Governo del Litorale per l'ottenimento di un posto di ingegnere praticante presso la Direzione delle pubbliche costruzioni di Trieste, dove svolse per i successivi cinque anni l'apprendistato professionale.
Nel 1850, appena abilitato all'esercizio della professione, ricevette l'incarico di risistemare il palazzo Gopcevich a Trieste, di proprietà del ricco banchiere e commerciante di origini serbe Spiridione Gopcevich, presidente della comunità serba cittadina.
Negli anni successivi Berlam progettò, costruì o trasformò radicalmente molti edifici di abitazione, che si possono suddividere in tre grandi gruppi: il primo comprende edifici con due facciate su vie parallele tra di loro, con splendide piante e facciate mimetizzate nel tessuto urbano (casa Renner de Oesterreicher del 1854, casa Kessissoglu del 1864, l'isolato Pietro Sartorio del 1868); il secondo gruppo è composto di edifici con planimetria ad angolo acuto posti all’incrocio delle strade (casa Jellauscheg del 1856, la casa del banchiere e armatore Chevesich del 1858, casa Bischoff del 1870); il gruppo più numeroso è quello delle case inserite negli isolati, e dunque con una facciata sola, e degli opifici cittadini, molti dei quali oggi demoliti.
L'attività di architetto progettista e quella di ingegnere, industriale edile, è strettamente legata a diverse attività promozionali perfettamente allineate con le analoghe manifestazioni organizzate nell'Europa e nel mondo più progredito di allora: tale attività di promozione scientifica, artistica e industriale egli svolse per una parte notevole nell’ambito dell'Associazione triestina per le arti e l’industria, di cui era stato nel 1866 uno dei fondatori e che avrebbe retto dal 1867 al 1870.
Su iniziativa dell'Associazione e di Berlam in particolare si costituì un formidabile gruppo di pressione politico-culturale responsabili e di buona parte degli eventi di politica culturale ed economica triestini, che sarebbe durato fino al crollo degli Asburgo; in questo contesto vanno inquadrate la fondazione della Banca popolare di Trieste (1868), la nomina di una commissione per lo studio del problema delle case operaie (1871) e la costituzione della Società triestina costruttrice di edifici popolari (STCEP).
Parallelamente emerse la necessità di avere un istituto bancario in grado di finanziare le grandi imprese edilizie ed anche, ove necessario, direttamente le grandi opere: venne pertanto fondata nel 1872 la Banca triestina di costruzioni con gli stessi azionisti della STCEP.
Negli anni 1878-92 Berlam è membro del curatorio del Civico museo Revoltella e prosegue parallelamente la sua attività di costruttore di edifici nel centro di Trieste e di ville signorili: fra le prime ricordiamo la casa Finzi-Ascoli in via Battisti (1873-74), la casa Caccia in piazza Goldoni (1875), la ricongiunzione dei corpi dell'isolato Chiozza prospicienti la via Carducci (1876-77) poi demoliti, il palazzo Mauroner in via Battisti (1876), la casa Berlam in via Carducci (1878), dimora personale e sede fino al 1918 del Conservatorio Verdi e dal 1887 del Circolo artistico di Trieste, il palazzo Hermannstorfer (1878); fra le seconde, la villa Mauser de Marquado (1857), la villa Sigmundt (1861), la villa Caccia (1874), la risistemazione di villa Renner de Oesterreicher (1880).
Merita infine una menzione il progetto del padiglione imperiale, realizzato in occasione della Prima Esposizione austroungarica agricola industriale, tenutasi nel 1882.
Dopo quell'anno, l'architetto progettò ancora alcuni edifici e piccoli stabilimenti; aiutò con i suoi consigli il figlio Ruggero che divenne in pochi anni il titolare dello studio.



Soggetti produttori:

Collegati:
Berlam Arduino
Berlam Ruggero


Complessi archivistici prodotti:
Berlam (complesso di fondi / superfondo)


Bibliografia:
M. POZZETTO, Giovanni Andrea Ruggero Arduino Berlam. Un secolo di architettura, Trieste, Editoriale Lloyd-MGS Press, 1999
S. POLANO - L. SEMERANI (a cura di), Guida critica all'architettura contemporanea: Friuli Venezia Giulia, Venezia, Arsenale, 1992, pp. 39-45

Redazione e revisione:
Santoboni Paolo, 2010/09/21, rielaborazione


icona top