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Rossi Angelo

Grosseto 1915 set. 30 - Grosseto 1987 mar. 22

Partigiano
Attivista politico

Intestazioni:
Rossi, Angelo, Trueba, partigiano, politico, (Grosseto 1915 - Grosseto 1987)

Altre denominazioni:
Trueba

Angelo Rossi, detto Trueba, nasce il 30 settembre 1915 a Grosseto, da Cesare e Giuseppa Censini; rimasto orfano, viene adottato dal badilante Giovanni Lepri. Nel 1934 aderisce, a soli diciotto anni, al Partito comunista, a cui si era avvicinato grazie ad Aristeo Banchi.
Nel 1936 Rossi frequenta Rino Capperucci e partecipa alle riunioni che gli antifascisti organizzano nelle capanne dei Viali Pisani per pianificare le partenze clandestine per la Spagna; riguardo a questo punto, nel settembre del 1936, sembrano esserci dei contatti, grazie ad un terrazziere antifascista grossetano emigrato in Francia, fra Angelo Rossi e il Centro estero del PCI (Partito comunista italiano) a Parigi. Nella primavera del 1937 Rossi lavora a San Lorenzo nella Tenuta della famiglia Porciatti, insieme a Vittorio Alunno e Luigi Amadei. I tre, insieme a Pietro Aureli e Italo Piagnoni, mettono a punto i preparativi per l'espatrio e verso la fine di agosto, con una piccola imbarcazione a remi acquistata con le sottoscrizioni degli antifascisti maremmani, partono dalla spiaggia delle Marze di Castiglione della Pescaia verso la Corsica per arruolarsi nelle Brigate Internazionali in difesa della Spagna; arrivati a Macinaccio vengono però arrestati e di qui trasferiti a Bastia, dove, interrogati dalle autorità francesi, dicono di essere fuggiti dall'Italia per motivi politici; nonostante rifiutino la proposta di arruolarsi nella Legione straniera, ottengono un foglio di soggiorno e trovano lavoro come tagliaboschi vicino ad Ajaccio. In seguito ai contatti stabilitisi col Centro estero del PCI attraverso un comunista corso, Rossi è convocato a Parigi, dove incontra diversi dirigenti comunisti e viene avviato clandestinamente in Spagna, insieme ad altri volontari australiani, inglesi, francesi, italiani e tedeschi. Attraversati i Pirenei a piedi, Rossi giunge a Figueras, dove ritrova Amadei, Aureli e Alunno (a Giagnoni era stata negata la possibilità di arruolarsi a causa dell'età e delle cattive condizioni di salute). Arruolatosi nel settembre 1937 nella 3° Compagnia del 4° Battaglione della Brigata Garibaldi, Rossi partecipa alla battaglia di Campillo in Estremadura nel febbraio del 1938 (dove cade Vittorio Alunno), combatte in Aragona e nel Levante e, in settembre, è ferito gravemente sulla Sierra Cabals. In ottobre riceve l'ordine di lasciare il fronte ed è portato nel campo di smobilitazione di Torellò, dove rimane fino al gennaio del 1939, quando, in seguito alla caduta di Barcellona, entra in Francia ed è rinchiuso nel campo di S. Cyprien e poi, nel 1940, a Gurs.
Successivamente Rossi viene assegnato alle compagnie di lavoro e trasferito a nord per fortificare la frontiera franco-belga; dopo la caduta della Francia e una breve permanenza alla Santé, sarà tradotto nuovamente nel sud nel campo di sorveglianza speciale del Vernet, con Siro Rosi e Orlando Storai. Trueba, insieme ad altri internati, chiede alla Commissione di armistizio con la Francia di tornare in patria e viene accompagnato alla frontiera di Mentone il 19 settembre 1941. Rientrato in Italia, il 9 ottobre 1941 è interrogato a Grosseto ed è quindi condannato ad un confino di cinque anni a Ventotene, come combattente antifranchista. Colpito da una grave malattia agli occhi, Rossi chiede inutilmente di essere curato, fino a quando, nel gennaio 1943, in seguito all'aggravarsi dei disturbi, sarà trasferito presso l'ospedale di Sezze Romano. Liberato il 23 agosto 1943, torna a Grosseto, dove entra nel Comitato militare nominato dal CLN (Comitato di liberazione nazionale) provinciale e partecipa alla lotta di Liberazione nella provincia.
Dopo la fine della guerra Rossi è segretario della Federazione giovanile comunista provinciale e responsabile dell'organizzazione della Federterra, con cui negli anni '50 organizza le lotte contadine per l'occupazione delle terre del padule. In seguito Rossi prende parte alle proteste contro la Montecatini ed è più volte denunciato e arrestato; negli anni successivi continua l'attività politica come vice presidente della Lega provinciale delle cooperative e come consigliere e assessore alla Sanità nell'amministrazione provinciale di Grosseto; partecipa inoltre alle attività del Comitato provinciale dell'Anpi fino alla morte, avvenuta a Grosseto il 22 marzo 1987.


Complessi archivistici prodotti:
Rossi Angelo (fondo)


Bibliografia:
Enzo Rava, “I compagni. La storia del partito comunista nelle storie dei suoi militanti”, Roma, Editori Riuniti, 1972
Giacomo Calandrone, “La Spagna brucia”, Roma, Editori Riuniti, 1974
Alvaro Lopez, “L’antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino”, Quaderno AICVAS n. 2, Roma, 1982.
Alvaro Lopez, “Dalla Spagna alla Resistenza in Europa in Italia ai compi di sterminio”, Quaderno AICVAS n. 3, Roma, 1983.
Adriano Dal Pont, Simonetta Carolini, “L’Italia al confino 1926-1943”, ANPPIA, La Pietra, 1983
Nicla Capitini Maccabruni, “La Maremma contro il nazifascismo”, Grosseto, La Commerciale, 1985.
Aristeo Banchi, “Si va pel mondo. Il partito comunista a Grosseto dalle origini al 1944”, Grosseto, Arci, 1993
Duccio Basi, “La partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile di Spagna (1936-1939)”, Tesi di laurea, Università degli Studi di Siena, Facoltà di Lettere e Filosofia (Corso di Laurea in Lettere Moderne), a.a. 1993-1994
“Antifascisti nel Casellario Politico Centrale”, a cura di Adriano Dal Pont, Roma, ANPPIA, 1988-1995
“La Spagna nel nostro cuore, 1936-1939. Tre anni di storia da non dimenticare”, a cura di Giovanni Pesce, Milano, AICVAS, 1996
“Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola”, Follonica, La Ginestra, 2000

Redazione e revisione:
Capannelli Emilio, revisione
Morotti Laura, rielaborazione
Nannini Mariaelisa, 2010/12, prima redazione


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