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Mignaty Albana Margherita

Corfù 1827 - Livorno 1887 set. 20

scrittrice

Intestazioni:
Mignaty Albana, Margherita, scrittrice, (Corfù 1827 - Livorno 1887)

Margherita Albana nacque a Corfù, allora protettorato inglese, da Demetrio Albana e Caterina di Niccolò Palatino, sorella maggiore di due maschi. Il suo anno di nascita è incerto: secondo Angelo De Gubernatis è intorno al 1827, per Edouard Schuré è il 1831, ma i due biografi, legati a lei da rapporti sentimentali intensi, non sono attendibili. La sorella della madre, Nina Palatianò, sposò un gentiluomo inglese, sir Frederick Adam, alto commissario per le isole Jonie, e insieme ottennero di adottare la nipote: la portarono con loro in India dove rimasero tra il 1832 e il 1837, periodo in cui Adam fu governatore di Madras. Dopo il trasferimento della famiglia a Roma conobbe Giorgio Mignaty, pittore originario di Cefalonia, e lo sposò nei primi anni Quaranta dell'Ottocento, stabilendosi con lui in diverse città italiane tra cui Venezia e, infine, intorno al 1844-45, a Firenze. La coppia ebbe tre figli: due, Demetrio Federick ed Elena, morti rispettivamente a diciotto mesi (1846) e a cinque anni (1853), l'altra, Aspasia fu una pittrice dilettante e rimase vicina alla madre fino alla sua morte. Margherita scriveva e parlava correntemente inglese, francese, greco e italiano; si inserì agevolmente nella vita sociale e mondana fiorentina; il suo salotto di via Larga (poi via Cavour) fu punto di incontro di stranieri e intellettuali di passaggio in città, di molti esponenti dell'élite liberale locale che costituivano un punto di contatto tra la Destra moderata e un'area di opinione più mobile e vasta, come dimostrano i nomi di Ubaldino Peruzzi, Francesco Dall'Ongaro, Angelo De Gubernatis. Margherita era amica e consigliera dello storico Pasquale Villari, e diventava scrittrice proprio negli anni in cui Villari otteneva la cattedra di Storia moderna a Firenze. Negli anni dell'unificazione appoggiò con passione la causa italiana scrivendo dal 1859 al 1866 apprezzate corrispondenze fiorentine per «The Daily News» incarnando, lei nobildonna greca che da Firenze, scriveva a favore dell'indipendenza italiana, il mito romantico della nazione agli occhi dell'opinione pubblica inglese, grazie ad una ideale unione del Risorgimento della Grecia per cui Byron era morto combattendo. Nelle sue corrispondenze dava conto di eventi politici, esprimeva impressioni favorevoli sullo spirito e il carattere degli italiani, per correggere l'opinione negativa dei lettori inglesi; fu la prima a pubblicare lo stato dell'istruzione pubblica in Italia, scrisse sulla «Rivista di Firenze» diretta da Atto Vannucci, dei connazionali Shelley e Byron. Nel 1865 dette alle stampe "An historical sketch illustrative of the life and times of Dante Alighieri, with an outline of the legendary history of Hell, Purgatory and Paradise previous to the Divina commedia" (A. Bertini, Firenze 1865); si interessò dell'opera di Wagner e scrisse "Le théatre de Beyrouth et la Reforme musicale de R. Wagner" (1873) dove spiegò tanto la parte filosofica quanto la tecnica del compositore. Sempre in linea con i suoi interessi sulla storia d'Italia e con il gusto inglese per il suo passato rinascimentale, dedicò a lord Gladstone il suo "Sketches of the historical past of Italy" (Bentley, Londra 1876). Degli anni Sessanta è anche la intensa relazione con Edouard Schuré, il filosofo alsaziano col quale condivideva la passione per la musica di Wagner, l'arte italiana e l'occultismo. Schuré le dedicò un capitolo nel suo "Donne ispiratrici" (Parigi 1930), ed intrattenne con il marito di lei un carteggio anche successivo alla morte della sua musa. Nel 1881 esce "Le Corrège, sa vie et son oeuvre" (Fischbacher, Paris 1881), trattato di estetica pratica grazie al quale le fu conferita la cittadinanza onoraria della città nelle cui raccolte civiche si trova anche un suo autoritratto. Morì a Livorno il 20 settembre del 1887; la salma ebbe pubblici onori, fu esposta in una sala della stazione di Firenze dove Edouard Schuré e Angelo De Gubernatis recitarono un'orazione funebre. È sepolta nel cimitero dei protestanti di Porta Romana.

Complessi archivistici prodotti:
Mignaty Albana Margherita e Mignaty Giorgio (fondo)


Bibliografia:
Scaraffia Lucetta, Isastia Anna Maria, "Donne ottimiste. Femminismo e associazioni borghesi nell’Otto e Novecento", Il Mulino, Bologna 2002
Schuré Édouard, "Donne ispiratrici. Matilde Wesendonk, Cosima Liszt, Margherita Albana Mignaty, Gabriella Delzant", Laterza, Bari 1930

Redazione e revisione:
Bettio Elisabetta, 2011 ago. 9, prima redazione
Capannelli Emilio, revisione


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