Tasti di scelta rapida del sito: Menu principale | Corpo della pagina | Vai alla colonna di sinistra

Colonna con sottomenu di navigazione


Contenuto della pagina


Guida on-line agli archivi non statali
Menu di navigazione

Home » Ricerca guidata » Soggetti produttori - Persone » Soggetto produttore - Persona

Gigliucci Mario

Fermo 1847 nov. 19 - Firenze 1937 gen. 13

Patriota
Industriale

Intestazioni:
Gigliucci, Mario, patriota, industriale, (Fermo 1847 - Firenze 1937)

Appartenente a una nobile famiglia marchigiana, figlio del senatore del Regno Giovanni Battista, Mario Gigliucci, dopo aver frequentato un collegio militare, nel 1866 abbandonò gli studi per aderire giovanissimo alla campagna garibaldina nella III guerra d'indipendenza (questa esperienza, anche se non bagnata dalle polveri della battaglia, sarà rievocata nelle sue memorie come una grande avventura). Si iscrisse poi all'università di Bologna dove seguì un corso di studi scientifici. Per lavoro o per seguire le tappe di un "tour" di stampo tipicamente aristocratico, viaggiò in Italia e in Inghilterra che a tutti gli effetti rappresenta la sua seconda patria. A Londra durante una visita alla famiglia materna (il padre aveva infatti sposato la brillante soprano Clara Novello, discendente di una famiglia italiana emigrata in Inghilterra) conosce la sua futura moglie, Edith Margaret Mozley (che sposerà nel 1875). Dal 1873 al 1875 lavora per conto di una compagnia mineraria in Sardegna (altro periodo che verrà ricordato con viva partecipazione nelle sue "reminiscenze"). Dal 1875 al 1878 Mario e Edith risiedono a Villa Vigoni a Loveno di Menaggio sul Lago Maggiore, dove Mario lavora come ingegnere minerario. Nel 1878 nasce la loro primogenita, Nerina. Con il fratello Giovanni (che nel 1870 aveva sposato Charlotte Sophia Mozley, la sorella di Edith) si trasferisce a Firenze nella primavera del 1879. Nel capoluogo toscano, che da pochi anni ha visto transitare la capitale del nuovo Stato nazionale, nascono Donatello e Bona. La famiglia soggiorna in varie abitazioni in città, prima di trasferirsi nel 1886 a Villa Romana, in via Senese, dove rimane per 5 anni fino alla realizzazione di Villa Rossa (o il "villino" come la chiamava con modestia il suo ideatore) in piazza Savonarola: edificata su un terreno appena fuori la vecchia cintura muraria da poco abbattuta, con uno stile eclettico che rompeva con la tradizione della casa fiorentina, né palazzo di città né villa di campagna, Mario ne cura personalmente il disegno e ne segue da vicino la costruzione. Nonostante le residenze di Villa Romana e di Villa Rossa fossero all'epoca fuori dal centro e, per i canoni di allora, quasi irraggiungibili dalla società aristocratica e cosmopolita che costituiva il naturale habitat della famiglia Gigliucci (che senza riserve si può iscrivere nella non esigua truppa degli anglo-fiorentini), il conte Mario, la moglie (che morirà nel 1906) e i figli conducono una ricca vita sociale, fatta di incontri, teatro amatoriale, vezzi artistici. Mario tenne per qualche tempo uno studio in piazza Donatello e fece parte del Circolo degli artisti, fu inoltre tra i fondatori nel 1898 della prima squadra cittadina (formata quasi completamente da stranieri) che si cimentava nello sport inglese del "football". Allo scoppio della I guerra mondiale la famiglia, sull'esempio paterno, serra le fila e si mobilita per la patria: Donatello entra come ufficiale nell'esercito regio, Nerina e Bona lavorano per la Croce rossa. Le due principali abitazioni in cui hanno risieduto i Gigliucci a Firenze condividono (una ventura forse non casuale) la curiosa coincidenza di essere entrambe diventate sedi di istituti culturali (a questo destino si può aggiungere anche una terza residenza dei Gigliucci, quella sul lago di Como che è stata trasformata in un centro di studi italo-tedeschi): nel 1905 Max Klinger acquistò Villa Romana per farne una colonia per artisti tedeschi e, tutt'oggi, l'istituzione che ne ha raccolto l'eredità si propone come un centro di accoglienza e promozione di incontri artistici, un collegamento tra la città e il mondo internazionale dell'arte; dal 1959 la Villa Rossa in Piazza Savonarola è invece sede della Syracuse University di New York. Mario è stato anche un industriale, di stampo liberale e paternalista, partecipando alla fondazione di una importante industria nazionale come la Magona d'Italia.


Soggetti produttori:

Successori:
Gigliucci Bona


Complessi archivistici prodotti:
Gigliucci Mario e Bona (fondo)


Bibliografia:
"Clara Novello’s reminiscences", compiled by her daughter Valeria Gigliucci, with a memoir by Arthur D. Coleridge, London, E. Arnold, 1910.
"Reminiscenze di Mario Gigliucci", Carate Brianza, Tip. Giovanni Moscatelli, 1937.
Nerina Medici di Maragliano Gigliucci, "Nerina, un'antologia", a cura di Donatello e Bona Gigliucci, Firenze, 1965.
"Via senese. Mitologia di una strada fiorentina", Firenze, Edizioni salone Villa Romana, 1995, p. 102-103.
"The House of Gigliucci in Florence at Villa Romana and Villa Rossa", edited by Joachim Burmeister, Barbara Deimling and Alick M. McLKean, historical study by Betsy Purvis, Firenze, Edizioni salone Villa Romana, 1999.
Piero Innocenti, "Virtute et fide bene qui latuit bene uixit: recte et suauiter. Stratigrafie su due sopravvivenze della biblioteca della famiglia Gigliucci (1893-1970)" in "Studi e testimonianze offerti a Luigi Crocetti", a cura di Daniele Danesi, Laura Desideri, Mauro Guerrini, Piero Innocenti, Giovanni Solimine, Milano, Bibliografica, 2004, p. 201-291.
Piero Innocenti, "Per la ricostruzione della biblioteca della Famiglia Gigliucci, tra Fermo e Firenze", in "Roma donne libri tra Medioevo e Rinascimento. In ricordo di Pino Lombardi", Roma, Roma nel Rinascimento, 2004, p. 489-499.

Redazione e revisione:
Capannelli Emilio, revisione
Desideri Fabio, 26 agosto 2011, prima redazione
Morotti Laura, 2009/03, prima redazione


icona top