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Cosson Charles Alexander de

Durham City (Gran Bretagna) 1846 ago. 28 - Firenze 1929 feb. 8

Antiquario
Collezionista

Intestazioni:
Cosson, Charles Alexander de, antiquario, collezionista, (Durham City 1846 - Firenze 1929)

Altre denominazioni:
Cosson des Conges Charles Alexander, de

Discendente da una famiglia di aristocratici francesi trapiantati in Inghilterra al tempo della Rivoluzione, il barone Charles Alexander de Cosson è stato un collezionista e studioso di armi e armature, un campo in cui è stato una vera autorità a cavallo tra XIX e XX secolo. In epoca di revival gotico e di riscoperta del Medioevo e del Rinascimento in chiave romantica, introdusse in un settore particolare come quello del collezionismo di armature, elmetti, maglie ferrate, scudi e armi, un fondamento di autorità scientifica, affiancando al gusto eccentrico del collezionista il contributo dell'investigazione storica. Una delle sue prime pubblicazioni in materia, il catalogo di una mostra che fu allestita dal 3 al 16 giugno 1880 nelle sale londinesi del Royal Archaeological Institute of Great Britain and Ireland (ma parte degli oggetti esposti apparteneva allo stesso barone), ha fatto scuola in questa branca di studi, in bilico tra ricerca erudita e mercato antiquario. Il catalogo intitolato "Ancient Helmets and Examples of Mail", dove comparivano note critiche di de Cosson e di William Burges, a cui si aggiungevano tavole disegnate da W.G.B. Lewis, fu pubblicato nel 1881 ma ha mantenuto un valore dopo oltre un secolo, come testimone dello sviluppo della storia delle armi e delle armature antiche, guadagnando una ristampa nel 1985, quando è stato ripubblicato nella serie "Arms and Armour Monographs" presso le edizioni Ken Trotman di Cambridge. Un altro contributo di de Cosson, ben conosciuto agli esperti del settore, è quello che introduce il corposo manuale di Sir Guy Laking (conservatore del King's Armoury), "Record of European Armour and Arms Through Seven Centuries" (London, Bell, 1920-1922, 5 voll.). Altra sua pubblicazione da segnalare è quella del prezioso catalogo con lo studio descrittivo della collezione di Maurice de Talleyrand-Périgord ("Le cabinet d'armes de Maurice de Talleyrand-Périgord, duc de Dino", Paris, Rouveyre, 1901), e corrispondenza tra il barone e il "Duca di Dino" si conserva negli archivi del Royal Armouries, alla Tower of London. Vari sono anche i cataloghi di esposizioni, di aste e di collezioni firmate dal barone, che si può dire tenne quasi a battesimo le istituzioni di questa particolare scienza: fondò infatti il "Kernoozers Club" (una società di collezionisti e di storici di armi e di armature) nel 1881, fu membro della "Society of Antiquaries of London", scrisse sull'«Archaeological Journal». La sua collezione, i cui pezzi erano venduti e scambiati dallo stesso barone, che quindi non la intendeva come una raccolta da difendere gelosamente, è ora smembrata in varie collezioni e musei, tra cui la galleria di "Arm and Armor" del Metropolitan Museum of Art di New York. Per un censimento della sua raccolta personale si può fare riferimento al catalogo dell'asta organizzata da Sotheby's dopo la sua morte ("Catalogue of the very choice collection of armour and weapons: the property of the late Baron C.A. de Cosson", 1929).
La passione per le armi antiche fu trasmessa al barone dal padre e stimolata da viaggi compiuti in Europa e in Africa. Nel 1901 il barone elesse la propria residenza, spostandola da Pyrcroft Rd, Chertsey (Surrey), in via Ghibellina a Firenze, città in cui si era recato per un breve soggiorno e dove invece ha finito per abitare - non interrompendo però l'abitudine di viaggiare - per quasi trent'anni. A Firenze Charles de Cosson e la sua famiglia (si era sposato nel 1876 con Cecilia Nefeeseh Bonomi) trovavano una comunità, quella degli anglofiorentini, che rappresentava un habitat naturale per le loro relazioni di società e anche per gli studi del barone (si segnala un suo contributo con "Notizie su diversi pezzi d'armatura provenienti dall'antica armeria medicea esistenti nel Museo nazionale di Firenze", «Arte», 1914, v. 17). Tra Firenze e l'Egitto hanno vissuto per la maggior parte della loro vita i 3 figli del barone, Claude Augustine de Cosson (1877-1951), Phyllis (1878-1975) e Francis Anthony Charles de Cosson (1883-1940). Nel capoluogo toscano sono rimaste tracce del passaggio di una figura così conosciuta - anche se la sua fama è circoscritta al mondo di un particolare tipo di collezionismo - grazie a Phyllis (che è morta quasi centenaria a Firenze) e a Judith (la figlia di Phyllis e del maggiore Wilfred Edgar Jennings-Bramly) che insieme alla sorella Vivien aveva passato l'infanzia e l'adolescenza nella casa dei nonni materni in via Ghibellina, per poi raggiungere i genitori in Egitto. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, Judith e il marito William Scovil (la coppia ha avuto due figli, Jasper e Cecilia) vennero via dall'Egitto e si stabilirono a Firenze, destinazione che rappresentò per loro un approdo tutt'altro che di fortuna, vista la colonia anglosassone che, seppure ormai decimata rispetto alla densità di presenze dei decenni precedenti, vi dimorava abitualmente, un mondo, quello degli "anglobeceri" (così sono colloquialmente etichettati gli inglesi fattisi ormai fiorentini) che è ormai tramontato e che rimane in vita tramite gli ultimi epigoni o grazie alle testimonianze lasciate da queste famiglie, come i de Cosson e gli Scovil.


Per saperne di più:
Charles Alexander de Cosson

Complessi archivistici prodotti:
Scovil William John (collezione / raccolta)


Redazione e revisione:
Capannelli Emilio, revisione
Desideri Fabio, 20 ottobre 2011, prima redazione


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