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Piccolomini Enea

Siena 1844 gen. 18 - Siena 1910 gen. 30

Professore universitario
Filologo

Intestazioni:
Piccolomini, Enea, insegnante, filologo, (Siena 1844-Siena 1910)

Enea Piccolomini nacque a Siena il 18 gennaio 1844 da Girolamo e Bianca De Vecchi. Dopo la prima formazione nel collegio senese Tolomei, si laureò in giurisprudenza all'Università di Siena, seguendo al contempo i corsi di greco che il professor Eugenio Ferrai teneva allora alla facoltà teologica. Nel 1865 la prima pubblicazione, un'edizione commentata per uso scolastico dell'Archidamo di Isocrate, uscita a Prato presso l'editore Alberghetti; poi, due anni dopo, un necessario soggiorno di studi a Berlino, per seguire le lezioni di Adolf Kirchhoff e Theodor Mommsen e acquisire un metodo di lavoro più consapevole del problema filologico, nei suoi aspetti formali e storici: mentre infatti in Italia sugli studi classici continuava a pesare un'impostazione umanistico-retorica, quando non antiquaria, in Germania l'opera di studiosi come Gottfried Hermann, Friedrich August Wolf o August Boeckh aveva promosso la filologia al rango di scienza. Al ritorno, la condizione agiata e il pregiudizio nobiliare verso impieghi borghesi - apparteneva alla famiglia che aveva dato i natali a papa Pio II - non lo fecero desistere dal proposito di cercare forme di occupazione socialmente riconosciute e rispondenti soprattutto ai propri interessi. Dopo un anno di volontariato gratuito alla Biblioteca Laurenziana, dal marzo 1869 all'aprile 1870, al quale non seguì alcuna promozione, dal febbraio al maggio 1871 ricoprì l'incarico di "supplente" alla Biblioteca comunale di Siena; a spingervelo - avrebbe dovuto al bisogno fare le veci del vecchio direttore Carlo Francesco Carpellini - furono soprattutto l'amico fraterno Cesare Paoli e Luciano Banchi, quest'ultimo, in particolare, per il desiderio di vedere assicurata la futura direzione dell'istituto senese ad un giovane di già provato valore. Fu più forte però il richiamo degli studi classici, che il lavoro in Biblioteca lo costringeva a sacrificare, e Piccolomini lasciò quindi l'incarico. A partire dal novembre di quell'anno cominciò così ad insegnare nell'Istituto di Studi Superiori di Firenze, prima come "incaricato" dei corsi di letteratura greca e poi, a partire dal 1872, come "assistente alle cattedre di lettere greche e latine". Nel 1874 passò a Pisa come professore straordinario di letteratura greca: la prolusione con cui dette avvio alle lezioni, "Sulla essenza e sul metodo della filologia classica", costituisce ancor oggi un momento fondamentale nella storia della disciplina: per Sebastiano Timpanaro «la più acuta diagnosi dei mali e dei pericoli da cui era minacciata la nascente filologia italiana post-unitaria, e il più intelligente programma di lavoro che allora sia stato tracciato in Italia nel campo degli studi classici» (Timpanaro 1972, p. 419 n.). A Pisa insegnò per un quindicennio, divenendo professore ordinario nel febbraio del 1879 e finendo per ricoprire provvisoriamente, nell'anno accademico 1881-82, anche l'insegnamento di letteratura latina. Nel 1889 venne infine spostato all'Università di Roma; già verso la fine del 1900 però, una malattia incurabile che lo porterà alla morte - avvenuta a Siena il 30 gennaio 1910 - lo costrinse ad abbandonare l'insegnamento. Dal matrimonio che lo legò a Sofia Giuggioli nacquero ben nove figli.
Sul piano scientifico l'importanza di Piccolomini va rintracciata senz'altro nella lucidità della riflessione teorica e metodologica, nell'aver indirizzato quindi una nuova leva di studiosi alla pratica della filologia come disciplina basata sul metodo tedesco d'impronta positivista, vale a dire su rigorosi studi di lingua, stile, metrica e sulla considerazione dei rilievi provenienti dall'epigrafia e dalle scoperte archeologiche. Collaborò alla rivista tedesca «Hermes», alla torinese «Rivista di Filologia e di Istruzione Classica» e fondò nel 1882 gli «Studi di filologia greca», che ebbero vita breve ma riconosciuta portata innovativa. La sua produzione, se non numerosa è però di notevole livello e costituita per lo più da note critico-testuali sui lirici greci (Saffo, Alceo, Teognide, Alcmane, Solone), su Aristofane, sulla poesia alessandrina (Callimaco, Eroda, Leonida di Alessandria), su Senofonte, Isocrate, sul "Romanzo di Nino"; si dedicò anche alla pubblicazione di nuovi materiali (si vedano in particolare gli "Estratti inediti dai codici greci della Biblioteca Mediceo-Laurenziana", in «Annali delle Università toscane», 16, 1879) e mantenne un interesse, analogo a quello di Domenico Comparetti, suo predecessore alla cattedra pisana, per lo studio delle favole antiche (si vedano i "Quaestionum de Archiloco capita tria", in «Hermes», 18, 1883, o il volume "Sulla morte favolosa di Eschilo, Sofocle, Euripide, Cratino", Pisa 1883). Non mancano poi contributi più propriamente eruditi, come nel caso della cura, condivisa con Cesare Paoli, delle "Lettere volgari del secolo XIII scritte da Senesi" (G. Romagnoli, Bologna 1871) o in quello di ricerche attinenti alla storia della propria famiglia (si vedano in tal senso "Alcuni documenti inediti intorno a Pio II e a Pio III", in «Atti e memorie della sezione letteraria e di Storia patria della R. Accademia dei Rozzi», n.s., 1, 1871). Una bibliografia delle opere - non priva di imprecisioni purtroppo - segue il necrologio dedicatogli da Nicola Festa sull'«Annuario della Regia Università di Roma», anno accademico 1909-1910 (Roma, 1910), pp. 231-236.


Complessi archivistici prodotti:
Piccolomini Enea (fondo)


Bibliografia:
F. Iacometti, "Catalogo dei libri donati dagli eredi del fu nobile uomo comm. prof. Enea Piccolomini della R. Università di Roma", Siena 1826, Biblioteca comunale degli Intronati ms. AS XX.31.
E. Piccolomini, "Sull'essenza e sul metodo della filologia classica", in «Rivista Europea», VI, 3 (1875), pp. 432-441 e VI, 4, pp. 101-109, poi raccolto in estratto (Firenze, 1875) e adesso, con un utile apparato di note, in "Filologi e antifilologi" a cura di A. Moscadi.
A. Lisini, A. Liberati, "Genealogia dei Piccolomini di Siena", Enrico Torrini, Siena 1900 (in part. l'albero genealogico alla tav. VII).
G. Vitelli, "Enea Piccolomini [necrologio]", in «Il Marzocco», XV, 6 (6 febbraio 1910), p. 1.
[Annuncio della scomparsa di Enea Piccolomini], in «Rendiconti della R. Accademia nazionale dei Lincei. Classe di scienze morali, storiche e filologiche», V, 19 (maggio 1910), p. 130.
N. Festa, [Necrologio], in «Annuario della Regia Università degli Studi di Roma», anno accademico 1909-1910 (Roma, 1910), pp. 231-236.
V., "Enea Piccolomini [necrologio]", in «Annuario della R. Università di Pisa», anno accademico 1910-1911 (Pisa, 1910), pp. 241-243.
U. Von Wilamowitz-Moellendorf, "Erinnerungen 1848-1914", Leipzig 1929, pp. 138, 262 [trad. it.: Filologia e memoria, trad. di A. Pansa, intr. di M. Gigante, Guida, Napoli 1986, pp. 183, 324].
S. Timpanaro, "Il primo cinquantennio della «Rivista»", in «Rivista di filologia e di istruzione classica», 100 (1972), pp. 418-421.
A. La Penna, "L'influenza della filologia classica tedesca sulla filologia classica italiana dall'unificazione d'Italia alla prima guerra mondiale", in "Philologie und Hermeneutik im 19. Jahrhundert II-Philologie et herméneutique au 19ème siècle II", édité par M. Bollack, H. WIisemann et rédigé par T. Lindken, Vandenhoeck und Ruprecht, Göttingen, 1983, pp. 236-241.
E. Degani, "Italia", in "La filologia greca e latina nel secolo XX. Atti del congresso internazionale (Roma, 17-21 settembre 1984)", Giardini, Pisa 1989, II, 1077-1079.
E. Follieri, "La filologia bizantina in Italia nel secolo XX", in "La filologia medievale e umanistica greca e latina nel secolo XX. Atti del Congresso Internazionale. Roma, C.N.R., Università La Sapienza, 11-15 dicembre", Roma 1993, pp. 389-431, poi in "EAD., Byzantina et italograeca. Studi di filologia e di paleografia", a cura di A. Acconcio Longo, L. Perria, A. Luzzi, "Edizioni di Storia e Letteratura", Roma 1997, pp. 5-6.
A. Carlini, "La scuola filologica pisana", in «Annali di Storia delle Università italiane», 14 (2010). (Antonio Carlini "La Scuola filologica pisana")

Redazione e revisione:
Capannelli Emilio, revisione
Francioni Mirko, 2013/04, prima redazione
Morotti Laura, 2013/06, rielaborazione


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