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Borellini Gina

San Possidonio (Modena) 1919 ott. 24 - Modena 2007 feb. 2

Partigiana, 1943 set. 8 - 1945 apr. 25
Militante politica, 1946 - 1991

Intestazioni:
Borellini, Gina, Kira, partigiana, militante politica, parlamentare, (San Possidonio 1919 - Modena 2007), SIUSA

Gina Borellini nasce a San Possidonio nel 1919 in una famiglia di contadini. Con l'entrata in guerra dell'Italia e la partenza del marito per il fronte libico, diviene l'unico sostentamento alla sua famiglia che mantiene con il lavoro stagionale della monda del riso in Piemonte. Nel 1943 è tra le organizzatrici dello sciopero delle mondine nel Novarese e dall'8 settembre con il nome di battaglia "Kira" entra come staffetta nella brigata partigiana "Remo" insieme al marito, tornato in convalescenza dal fronte; nello stesso periodo è tra le organizzatrici dei Gruppi di difesa delle donne di Concordia (MO). Il 22 febbraio 1944 viene catturata insieme al marito e sottoposta a tortura; dopo la fucilazione del coniuge prosegue la lotta partigiana con la funzione di ispettrice e la qualifica di capitano. Il 12 aprile del 1945 rimane ferita durante uno scontro a fuoco, a seguito del quale subisce l'amputazione della gamba sinistra: per questa azione nel 1947 viene insignita con la medaglia d'oro al valor militare, concessa a 19 partigiane combattenti per il coraggio e l'eroismo dimostrati nella lotta di Liberazione. Il suo impegno nella politica inizia il 17 marzo 1946 quando viene eletta nel primo consiglio comunale di Concordia nella lista del Partito comunista italiano (PCI), cominciando così la lunga militanza politica in questo partito, che la porterà nel 1948 ad essere la prima deputata modenese in Parlamento. La sua attività parlamentare condotta per tre legislature (1948-1963) è rivolta al miglioramento delle condizioni dei combattenti in guerra e all'emancipazione della donna. Dal 1951 al 1956 è consigliera alla provincia di Modena e dal 1956 al 1960 è eletta nel Consiglio comunale di Sassuolo, come capogruppo del PCI. E' tra le fondatrici dell'Unione Donne Italiane (UDI) di cui fu presidente provinciale dal 1953 al 1968, componente del Comitato degli organismi dirigenti locali e del Comitato degli organismi dirigenti nazionali dal 1953 fino al 1978. La militanza nel PCI e nell'UDI può essere considerata l'espressione più significativa nel percorso pubblico di Gina Borellini; vissuta senza conflitti, questa pratica era necessaria per portare nella prassi politica la specificità della condizione femminile: la sua carica di parlamentare le permetterà di veicolare le rivendicazioni dell'UDI all'interno del Partito e di portare le richieste delle donne nelle sedi istituzionali. In questo ambito concentrerà il suo impegno politico e sociale sul piano dell'assistenza all'infanzia, nella battaglia per l'istituzione degli asili nido e l'attivazione di servizi sociali per sostenere le donne lavoratrici anche sul versante della parità salariale e della qualificazione professionale; altri ambiti di intervento riguarderanno la pensione alle casalinghe e il riconoscimento del lavoro della donna contadina. E' stata presidente provinciale del Comitato centrale dell'Associazione nazionale mutilati ed invalidi di guerra (ANMIG) dal 1960 al 1990. Presidente della Confederazione provinciale delle associazioni combattentistiche è tra le promotrici della Commissione regionale "Donne e Resistenza Emilia-Romagna", istituita in occasione del 30 anniversario della Repubblica italiana e della Costituzione. Nel 1993 riceve l'onorificenza di Commendatore della Repubblica italiana.
Gina Borellini muore a Modena il 2 febbraio 2007.

Complessi archivistici prodotti:
Borellini Gina (fondo)


Bibliografia:
C. LIOTTI - M. SANDONA', Un paltò per l'Onorevole. Gina Borellini medaglia d'oro della Resistenza. Con inventario a cura di Mariacristina Galantini, Modena, Centro documentazione donna, 2009

Redazione e revisione:
MenghiSartorio Barbara, 2016/02/18, supervisione della scheda
Verrini Sara, 2013/09/29, prima redazione
Xerri Maria Lucia, 2014/08/14, revisione


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