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Attendolo conte di Cotignola Michele

Cotignola 1370 - Pozzolo Formigaro 1463 feb.

condottiero

Intestazioni:
Attendolo Michele, condottiero, (Cotignola 1370 - Pozzolo Formigaro febbraio 1463)

Altre denominazioni:
Micheletto Attendolo

Michele Attendolo, anche noto come Micheletto Attendolo o Micheletto da Cotignola (Cotignola, ca. 1370 - Pozzolo Formigaro, febbraio 1463), è stato un condottiero italiano del tardo Rinascimento. Fu signore di Acquapendente, Potenza, Alianello, Castelfranco Veneto, Pozzolo Formigaro.
Figlio di Bartolo, fratello di Lorenzo, padre di Perino, zio di Olivo, suocero di Marco, cugino di Muzio Attendolo Sforza e di Francesco Sforza; genero di Niccolò Fortebraccio e di Giacomo di Vico.
Nel 1419 entra al servizio della Chiesa con Papa Martino V. Nel 1431 è al servizio della Repubblica di Firenze e partecipa, come capitano generale delle milizie fiorentine, al fianco di Niccolò da Tolentino alla battaglia di San Romano, storica battaglia tra fiorentini e senesi, questi ultimi alleati ai milanesi, del 1 giugno 1432. In quella occasione i senesi, guidati da Bernardino Ubaldini della Carda, erano in netta superiorità, ma i fiorentini, comandati da Niccolò da Tolentino, dopo essersi spinti per una ricognizione presso la torre di San Romano, nei pressi di Montopoli in Val d'Arno, decisero di attaccare improvvisamente; grazie all'intervento del Micheletto, sopraggiunto con una colonna di rinforzi, i senesi stremati dalla battaglia si diedero precipitosamente alla fuga. La battaglia è nota anche per essere stata ricordata nel dipinto di Paolo Uccello.
Più tardi il Codignola fu al soldo di Renato d'Angiò per difendere il regno di Napoli dalle pretese degli Aragonesi da maggio 1435 a aprile 1439.
Nel 1440 è di nuovo al servizio di Firenze e in tale occasione sconfigge Niccolò Piccinino al servizio dei milanesi ad Anghiari. Nel 1441 stipula una ferma con la Repubblica di Venezia e viene nominato Capitano Generale al posto del Gattamelata, a gennaio contrasta gli aragonesi negli Abruzzi.
Micheletto Attendolo guidò l'armate della Serenissima alla conquista di Lecco nel 1447, finendo però sconfitto dai Milanesi. Venne rimosso dal comando e confinato a Conegliano.

Complessi archivistici prodotti:
Compagnie di ventura (serie)


Bibliografia:
E. Ricotti, Storia delle compagnie di ventura in Italia, Torino, 1893

Redazione e revisione:
Todros Gabriela, 2013/10/02, prima redazione


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