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Gennai Gina

San Gimignano 1887 lug. 31 - Firenze 1976 nov. 16

Lavoratrice dipendente delle Ferrovie dello Stato
Scrittrice

Intestazioni:
Gennai, Gina, lavoratrice dipendente, scrittrice, (San Gimignano 1887 - Firenze 1976)

Gina Gennai nacque a San Gimignano nel 1887 da Francesco ed Emilia Gozzi: penultima di 9 figli, crebbe in una famiglia che le permise di compiere gli studi fino alla conclusione del ciclo complementare presso il Conservatorio di Santa Chiara di San Gimignano. Nel 1903 il padre, commerciante all'ingrosso, morì. Tale evento luttuoso costrinse la vedova Emilia Gozzi a trasferirsi nel 1906 a Firenze assieme ai due figli più piccoli, Gina e Rinaldo. L'abbandono del paese natale causò una grossa sofferenza alla giovane Gina. Al tempo stesso il trasferimento in una grande città le dette l'occasione per trovare lavoro come telegrafista presso il comparto di Firenze delle Ferrovie dello Stato, ma soprattutto per entrare in contatto con un ambiente culturale molto vivace. Grazie soprattutto all'amicizia con Amerigo Parrini, musicologo e musicista, già in questi primi anni fiorentini Gina Gennai stabilì rapporti col gruppo di artisti che faceva capo alla rivista letteraria "Il Marzocco", a partire da uno dei suoi promotori, Giuseppe Saverio Gargano, e da altri personaggi di rilievo nella cultura fiorentina dell'epoca: il filologo ed italianista Guido Battelli, la scrittrice Teresina G. Campani Bagnoli, lo scultore Romeo Pazzini, il musicista Giulio Giannini ed altri ancora, come testimonia la numerosa corrispondenza conservata nell'archivio. Anche in virtù di queste importanti frequentazioni, Gina Gennai riuscì a dare alle stampe la sua prima raccolta di poesie, "Nascosto rivo" (Città di Castello, Lapi, 1914), che ebbe un discreto successo. Ad essa fece seguito nel 1916 l'opuscolo "Gli oscuri" (Firenze, Spinelli, 1916), composto in onore dei caduti della grande guerra in occasione di un intrattenimento a beneficio dei soldati ciechi. Nel 1922 Gina Gennai si sposò con Vieri Masini, anch'egli dipendente del comparto di Firenze delle Ferrovie dello Stato, e il 10 novembre 1923 nacque a Firenze la loro unica figlia, Maria Cecilia. Sempre nel 1923 uscì presso l'editore Battistelli di Firenze la seconda raccolta di poesie di Gina Gennai, "Vie di sole e trame d'ombra". Negli anni successivi Gina Gennai, lasciato il lavoro presso le Ferrovie dello Stato, si dedicò interamente alla famiglia e alla letteratura, continuando a produrre testi poetici e a pubblicare singole poesie, in opuscoli o su giornali di vario tipo. Nel 1938 dette alle stampe il volumetto "San Gimignano. Versi" (Firenze, Società Commerciale), contenente una raccolta di testi poetici, vera e propria dedica personale e appassionata al paese di origine, dove sfollò negli ultimi anni della seconda guerra mondiale e che continuò a visitare durante l'intero corso della sua vita. Testimonianza del forte legame di Gina Gennai con San Gimignano è anche una prosa, ancora inedita e conservata nell'archivio, dal titolo "'Ottocentesca'. Infanzia fra le torri", composta da alcuni racconti riguardanti episodi della sua infanzia, ai quali lavorò già a partire dagli anni Venti fino al 1970. Gina Gennai trascorse gli ultimi anni di vita a Firenze, dove morì il 16 novembre 1976. Tra i suoi scritti, oltre alle opere già citate, ricordiamo: "Primavera del 1915", Firenze, G. Spinelli & C., [1915]; "Introduzione, in Geom. Alfredo Fornaciari, tenente di fanteria, caduto per la Patria", Firenze, Ramella & C., 1917; "Alla signora Pia", Firenze, Officina Grafica La Stampa, 1934; "A Cellole il 21 settembre 1970 "(opuscolo s.n.t.); "La Vergine Annunziata", «La Voce del Popolo», 14 gennaio 1973, p. 6; "Singhiozzi d'anima, 'il Giovine Italiano'", VIII, 535, 11 marzo 1908, p. 2; "Desiderio d'anima", «L'Oceano», III, 31, 2 agosto 1908, p. 370; "Sogni", ivi, 35, 30 agosto 1908, p. 413; "Reietta", «Salviamo i fanciulli. Bollettino bimestrale della Casa di ricovero gratuito, immediato, provvisorio per i fanciulli abbandonati e pericolanti» (Torino), III, 1, febbraio 1912, p. 17; "Vecchie usanze Valdelsane", «Miscellanea storica della Valdelsa», 24, 1916, pp. 27-29, già in «Il Marzocco», 31 dicembre 1916; "Il «Ceppo» in vecchie usanze senesi", «Rivista mensile della Università popolare fascista. Firenze», serie II, anno II, 1, gennaio 1928, pp. 1-2; "La sera di S. Giovanni", ivi, 7, luglio 1928, p. 100; "Maria regina dei cuori", «L'araldo di Maria», XXII, marzo-aprile 1948, p. 4; "Suprema angoscia", "Dono d'amore", s.d., p. 20.

Complessi archivistici prodotti:
Gennai Gina (fondo)


Redazione e revisione:
Capannelli Emilio, revisione
Fabbrini Marta, 2014/02/06, prima redazione
Morotti Laura, 2014/02/18, rielaborazione


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