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Amendola Giorgio

Roma 1907 nov. 21 - Roma 1980 giu. 5

Intestazioni:
Amendola, Giorgio, politico, scrittore, (Roma 1907 - Roma 1980), SIUSA

Nasce a Roma il 21 novembre 1907, primogenito del deputato liberale Giovanni e di Eva Kuhn. Nel 1929 si iscrive al Pcd'I costituendo, con Emilio Sereni e Manlio Rossi Doria, una cellula dell'organizzazione clandestina di Napoli. Nel marzo 1931 il suo primo espatrio clandestino: unico delegato napoletano al IV congresso del Pcd'I. In questa occasione ha i primi contatto con il centro del partito, nel cui apparato illegale comincia a lavorare, dapprima nella sezione propaganda (diretta da Ruggero Grieco) e in seguito come responsabile della sezione di lavoro Alleati del proletariato. I1 2 giugno 1932, durante la sua prima missione clandestina in Italia viene arrestato a Milano. Trasferito a Roma il 30 giugno, beneficia dell'amnistia del Decennale della Marcia su Roma, evitando così il Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato, subendo però una condanna a 5 anni di confino a Ponza. Nel 1937, dopo 5 anni di confino - intervallati da numerosi soggiorni nel carcere di Poggioreale - ottiene la trasformazione del confino in ammonizione e, dopo una breve sosta a Roma, raggiunge clandestinamente Parigi dove viene incaricato della direzione della casa editrice e della libreria del partito. Nel febbraio 1939 si reca a Tunisi dove nel marzo, insieme a Velio Spano, assume la direzione de «Il Giornale», quotidiano antifascista in lingua italiana soppresso dalle autorità nell'agosto. Alla fine del 1939 viene richiamato a Parigi e nel giugno del 1940 si trasferisce a Marsiglia dove lavora per riallacciare i rapporti con gli esponenti delle altre forze antifasciste italiane residenti nella Francia meridionale, in particolare lavora con i socialisti Nenni e Saragat e con Nitti e Silvio Trentin. Nel novembre 1942, in seguito all'arresto di Agostino Novella, viene cooptato nel centro estero del partito. Nel marzo 1943, insieme a Dozza, firma per il Pci il Patto di unità d'azione con socialisti e Giustizia e libertà. Nell'aprile dello stesso anno riesce fortunosamente a rientrare in Italia e, prima a Torino poi a Milano, partecipa al lavoro clandestino di organizzazione della politica del partito. Membro della direzione provvisoria del Partito, il 26 luglio si trasferisce a Roma dove, fino all'8 settembre, lavora attivamente per la liberazione dei condannati comunisti ancora nelle carceri o al confino. Dopo l'annuncio dell'armistizio comincia il suo impegno nella Resistenza assumendo diversi incarichi: rappresentante del Pci nel Cln centrale, membro del Comitato Esecutivo del Cln, membro della Giunta militare tripartita, organizzatore e animatore dei Gap romani e infine comandante delle brigate Garibaldi dell'Italia centrale. I1 5 maggio 1944 si trasferisce a Milano e nell'estate dello stesso anno viene inviato in Emilia, in Veneto e a Torino. Membro del triumvirato insurrezionale piemontese e del comando delle Brigate Garibaldi, organizza con Morandi gli scioperi preinsurrezionali dell'aprile 1945 a Torino. Dopo la liberazione viene richiamato a Roma e nominato sottosegretario alla Presidenza del consiglio nel governo Parri; incarico che mantiene anche nel primo gabinetto De Gasperi. Con il V congresso del Pci entra nel Comitato Centrale e nella direzione del partito. Deputato all'Assemblea costituente, viene consecutivamente rieletto in tutte le legislature Repubblicane. Dal 1946 al 1954 è segretario regionale del Pci in Campania e Lucania. Dal 1947 al 1955 è nominato responsabile della commissione meridionale del Partito. Nel 1954 viene chiamato a sostituire Pietro Secchia alla direzione della sezione organizzazione. Con la IV Conferenza di organizzazione entra in segreteria, dalla quale esce solo nel 1966 per divenire membro dell'ufficio politico. Nel 1969 è eletto deputato al Parlamento Europeo. Muore a Roma il 5 giugno 1980.

Complessi archivistici prodotti:
Amendola Giorgio (fondo)


Bibliografia:
Der Antifaschismus in Italien, intervista a Giorgio Amendola, a cura di PIERO MELOGRANI, Klett-Cotta, Stuttgart, 1977
SERGIO FENOALTEA, Carteggio con Giorgio Amendola, Le Monnier, Firenze, 1983
Giorgio Amendola: comunista riformista, a cura di GIOVANNI MATTEOLI, Rubbettino, Catanzaro, 2001
GIOVANNI CERCHIA, Giorgio Amendola: un comunista nazionale. Dall'infanzia alla guerra partigiana, 1907-1945, Rubbettino, Catanzaro, 2004
Giorgio Amendola. Politica economica e il capitalismo italiano, a cura di GIANNI CERVETTI, Fondazione ISEC, Milano, 2007

Redazione e revisione:
Catalano Valeria Barbara, 2016/05/31, rielaborazione


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