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Centro italiano femminile - CIF, 1944 -

Il Centro italiano femminile (CIF) nasce a Roma nell’ottobre del 1944 come coordinamento di associazioni di ispirazione cattolica già esistenti (Unione donne associazione cattolica italiana, Gioventù italiana azione cattolica, Associazione cristiana lavoratori italiani, Federazione universitaria cattolica italiana, Dame di carità e altre), con l’obiettivo di offrire un contributo femminile al processo di ricostruzione dell’Italia sui valori della democrazia e della partecipazione sociale.
Partendo dalle proposte avanzate dall'appena costituita Unione Donne Italiane (UDI) e dopo una prima fase in cui le due associazioni lavorano congiuntamente per favorire la partecipazione femminile al voto e affermare il ruolo delle donne nella società, le loro posizioni - le une legate politicamente alla Democrazia Cristina (DC) e le altre a quelle del Partito Comunista Italiano (PCI) - si allontaneranno progressivamente e il CIF si connoterà come modello di aggregazione femminile di ispirazione cristiana alternativo all'UDI.
Accanto all’impegno civile e sociale, sin dalla sua fondazione, il CIF opera nel campo della cultura, dell’educazione e della formazione femminile.
I primi anni di vita sono dedicati all’organizzazione interna (articolata sino agli anni Settanta a livello nazionale, provinciale e comunale) e alla promozione di iniziative di solidarietà e assistenza rivolte ai reduci di guerra, agli ex-deportati nei campi di sterminio e all’infanzia.
Durante gli anni Cinquanta la sua presenza capillare si consolida, grazie alle crescenti attività di alfabetizzazione e qualificazione professionale intraprese soprattutto nelle regioni con maggior disagio sociale. Oltre a queste iniziative, il CIF dedica attenzione alla formazione delle proprie associate, organizzando tra l’altro corsi per educatrici e assistenti, finalizzati all’istituzione delle colonie estive e invernali per l’infanzia e all’attivazione dei servizi di doposcuola. A questi anni risale anche l’impegno per il diritto al lavoro, per la parità retributiva tra donne e uomini e per il mantenimento del posto di lavoro della donna in seguito alla maternità.
Nel corso degli anni Sessanta, con la crisi sempre più evidente dell’istituto familiare e con la diffusione delle istanze favorevoli al divorzio, l'associazione focalizza la propria attenzione sulla riforma del diritto di famiglia, istituendo al proprio interno una commissione dedicata a seguire l’iter legislativo e a formulare proposte in merito.
In concomitanza all’istituzione delle Regioni come enti periferici dello Stato, la struttura muta dalla forma federativa a quella associativa: nel nuovo panorama contrassegnato dalla nascita delle autonomie locali, dall’istituzione dei consultori e da nuove forme di gestione della scuola il CIF, con lo statuto del 1971, affianca ai comitati provinciali e comunali una dimensione organizzativa regionale.
Negli anni a seguire, caratterizzati da un ampio movimento di contestazione, si inserisce nel dibattito culturale e politico, contrapponendosi alle istanze del movimento femminista rappresentate, in particolare, dal sostegno all’introduzione dell’interruzione volontaria della gravidanza con la legge 194 del 1978.
Tra gli anni Ottanta e Novanta, con l’espandersi della dimensione europea, il CIF si fa promotore dell’affermazione delle radici cristiane dell’Europa e rivolge la propria attenzione verso nuove tematiche, quali l’immigrazione, la convivenza tra popoli, i progressi della scienza, la qualità della vita e le nuove povertà.
Negli ultimi decenni, consapevole del mutamento del contesto sociale caratterizzato dalla dimensione multietnica, è impegnato sul versante del dialogo interculturale e della cooperazione con donne provenienti da realtà diverse, per una convivenza democratica, pacifica e rispettosa delle differenze. Le attività di assistenza, formazione e volontariato, unitamente alle iniziative culturali di studio e di ricerca, animano la vita dell’associazione impegnata a rimanere al passo con i tempi adattandosi ai cambiamenti sociali e politici.
In base al più recente statuto, in vigore dal febbraio 2003, a livello nazionale gli organi dell’associazione sono rappresentati dal Congresso, dal Consiglio e dalla Presidenza nazionale.
Il Congresso è il massimo organo deliberante e si occupa di individuare gli obiettivi e le priorità dell'attività associativa stabilendone gli orientamenti generali.
Il Consiglio nazionale è l’organo deliberante che promuove e attua le finalità associative su tutto il territorio nazionale, promuovendo i CIF locali, i gruppi per interventi specifici e i coordinamenti nazionali.
La Presidenza nazionale, composta dalla presidente, da una o due vice-presidenti, dalla segretaria, dalla tesoriera e da un numero di consigliere che va da tre a nove, ha compiti esecutivi nei confronti delle delibere del Consiglio nazionale, a cui risponde del proprio operato.
L’organizzazione sul territorio si articola in CIF comunale, provinciale e regionale, che operano in coordinamento tra loro e con la struttura nazionale, nell’ambito delle rispettive competenze.


Siti web:
Centro italiano femminile. Presidenza nazionale

Soggetti produttori collegati:
Centro italiano femminile - CIF comunale di Bologna
Centro italiano femminile - CIF comunale di Carpi
Centro italiano femminile - CIF comunale di Modena
Centro italiano femminile - CIF provinciale di Bologna
Centro italiano femminile - CIF provinciale di Modena
Centro Italiano Femminile - CIF provinciale di Trento
Centro italiano femminile - CIF. Comitato comunale di Fano
Centro italiano femminile - CIF. Comitato comunale di Macerata
Centro italiano femminile - CIF. Comitato provinciale di Macerata
Centro italiano femminile - CIF. Comitato provinciale di Pesaro
Centro italiano femminile – CIF regionale Emilia-Romagna


Bibliografia:
F. TARICONE, Il Centro italiano femminile. Dalle origini agli anni Settanta, Milano, Franco Angeli, 2001
Donne del nostro tempo. Il Centro italiano femminile (1945 – 1995), a cura di C. DAU NOVELLI, Roma, Edizioni studium, 1995

Redazione e revisione:
Kolletzek Chiara, 2011/07/15, prima redazione
Menghi Sartorio Barbara - a cura di Sa-ERo, 2011/11/08, supervisione della scheda
Xerri Maria Lucia - a cura di Sa-ERo, 2011/10/12, revisione


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