Tasti di scelta rapida del sito: Menu principale | Corpo della pagina | Vai alla colonna di sinistra

Colonna con sottomenu di navigazione


Contenuto della pagina


Guida on-line agli archivi non statali
Menu di navigazione

Home » Ricerca guidata » Soggetti conservatori » Soggetto conservatore

Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea

viale delle Belle Arti, 131
00197 Roma (Roma)

Telefono: 06322981
Fax: 063221579

Siti web:
GNAMBrin Del Corso
Soprintendenza alla Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea

Tipologia: stato

Il 12.05.1881 un decreto dell'allora Ministro della P. I. Guido Baccelli progetta l'Istituzione di una Galleria Nazionale per l'arte moderna. Nel 1883 a Roma si inaugura la prima Esposizione Nazionale della capitale della nuova Italia, nell'edificio appositamente costruito a via Nazionale su progetto di Pio Piacentini; le opere acquistate per questa prima mostra rimangono in questa stessa sede e, aggiunte alle opere comprate già prima dallo Stato per le altre mostre nazionali, vanno a costituire il primo nucleo della nuova Galleria. Dal 1909 si cominciano ad acquistare anche opere di artisti stranieri e il patrimonio aumenta notevolmente nel giro di un trentennio.
Nel 1911 in occasione del cinquantenario dell'unità d'Italia viene fatta a Roma un'esposizione universale nella conca di Valle Giulia: il grande palazzo centrale, opera dell'architetto Cesare Bazzani, viene acquistato dallo Stato per trasferirvi la Galleria nel 1915 facendo stilare da un'apposita commissione l'ordinamento.
Nel 1933, visto il considerevole aumento del patrimonio, l'edificio, con apposito progetto, viene più che raddoppiato dallo stesso architetto Bazzani.
La definizione Soprintendenza alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea è stata adottata a partire dal 1939 per effetto delle leggi 22.05.1939 n.823 e 01.06.1939 n.1089.
Nel periodo fascista la Galleria viene privata di tutte le opere di artisti stranieri, ma fortemente arricchita di produzione artistica di regime e della raccolta di arte moderna del Comune. Scoppiata la seconda guerra mondiale la Galleria viene chiusa nel 1942, quando le opere vengono ricoverate in un luogo più sicuro fuori della città; viene riaperta alla fine del 1944 nelle poche sale che si erano potute restaurare.
Con i primi acquisti nell'immediato dopoguerra di opere del Futurismo, di Modigliani, Morandi e dei maggiori tra i giovani artisti, la Direzione della Galleria cerca di colmare le lacune più gravi e di tenere costantemente aggiornate le raccolte: contemporaneamente avvia un programma di acquisti di opere di maestri stranieri, limitato però dai costi e dalla rarità delle opere; anche i doni contribuiscono sostanzialmente ad arricchire le raccolte della Galleria nonchè le opere, disperse tra i vari Enti, che vengono richiamate in sede. Questo costante incremento determina la necessità di un riordinamento completo e di nuovi allestimenti, interni ed esterni, iniziati nel 1964 e terminati con l'inaugurazione finale nel marzo 1968. Fin dal 1945 vengono istituiti il Gabinetto Fotografico,l'Archivio generale, l'Archivio storico - biografico - iconografico, una Biblioteca specializzata, una sala per le conferenze e proiezioni, il Gabinetto del Restauro nonchè laboratori di disegnatori e di operai per l'allestimento delle mostre e le necessità museografiche. Intorno al 1956, viene progettato un ampliamento nel terreno retrostante l'edificio con un disegno di legge approvato nel febbraio del 1973. Nel 1975 con la legge 29.01.1975 n.5, D.P.R. 03.12.1975 la Galleria acquisisce il titolo di Soprintendenza Speciale
Nel 1979 Giacomo Manzù dona allo Stato le proprie opere raccolte nell'edificio da lui fatto appositamente costruire ad Ardea e che sarà successivamente aperto al pubblico nel 1981. Nel 1980 la Galleria prende in consegna il legato (casa, opere, archivio) dello scultore Hendrick Andersen con l'intenzione di costituirlo come museo satellite della Soprintendenza. Nel 1987, dopo anni di chiusura per i necessari lavori, riapre il primo settore dell'ala destra delle collezioni del XX secolo, negli ambienti ristrutturati per opera di Costantino Dardi. L'architetto recupera la dimensione originaria della Galleria con una sensibile riduzione delle superfici espositive e una conseguente rigorosa selezione delle opere esposte, procedendo, in taluni casi, anche all'adozione del criterio di rotazione periodica. Coincide con tale riapertura, ovviamente, la necessità di incrementare in modo considerevole le collezioni dal 1900 al 1945 seguendo come criterio guida non solo quello di colmare le lacune più appariscenti, ma allo stesso tempo, quello di assicurare alla Galleria opere assolutamente esemplari (Morandi, Carrà, Cezanne). Nel 1991 vengono inaugurati i nuovi locali della Biblioteca, ristrutturati da Costantino Dardi, che interviene creando uno spazio luminoso e soprattutto autonomo, poichè, finalmente dotata di un accesso proprio sull'esterno. Dal 1999 andranno a completare il settore documentario in questa stessa sede l'Archivio Bioiconografico, l'Archivio Storico e l'Ufficio del Catalogo.
Nel 1995 apre il Museo Mario Praz, satellite della Galleria, la cui collezione e archivio erano stati acquistati dagli eredi nel 1986. Sempre nel 1995, a dicembre, apre anche il Museo Andrea e Blanceflor Boncompagni Ludovisi, anch'esso satellite della GNAM, per le arti decorative, la moda e il costume del XIX e XX secolo. Il 28 giugno del 1997, dopo un grandioso restauro che porterà al recupero pressochè totale degli antichi splendori del 1911, vengono riaperte le sale del primo ottocento, ala sud-ovest dell'edificio, alle spalle della monumentale facciata, anch'essa completamente ripulita, riproponendo , dopo più di dieci anni, le collezioni del XIX secolo.
Nel 1998, sono inaugurate anche le ultime sale del'800, ala sud-est, collezioni del periodo 1880 - 1910; nel 1999 viene aperto il settore riservato agli artisti e alle tendenze italiane e internazionali all'apice negli anni Cinquanta e Sessanta.
Nel dicembre 1999 il Museo H. C.Andersen viene aperto al pubblico dopo lavori di ristrutturazione finanziati dai fondi del gioco del Lotto per l'anno '98, dove sono conservate le opere dello scultore e pittore norvegese.


Complessi archivistici:
Brin Irene, Del Corso Gaspero e L'Obelisco (fondo)
Capogrossi Giuseppe (fondo)
Coccia Mara (fondo)
De Carolis Adolfo (fondo)
De Guttry Irene e Maino Maria Paola (fondo)
Ferrari Ettore (fondo)
Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea di Roma. Archivio bioiconografico (collezione / raccolta)
Giorgi Pietro e Sartorio Giulio Aristide (fondo)
Innocenti Camillo (fondo)
Maraini Antonio (fondo)
Monti Rolando (fondo)
Ojetti Ugo (fondo)
Prencipe Umberto (fondo)
Valori Plastici (fondo)


Bibliografia:
S. Pinto - G. Piantoni, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Torino, Allemandi e C., 1997
P. Bucarelli, La Galleria Nazionale d'Arte Moderna (Roma - Valle Giulia), Roma, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 1995

Redazione e revisione:
Trivisano Maria Natalina, raccolta delle informazioni


icona top