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Comune di Teglio

Sede: Teglio (Sondrio)
Date di esistenza: sec. XII -

Intestazioni:
Comune di Teglio, Teglio (Sondrio), sec. XII -, SIUSA

Non è chiaro quando, all'interno della castellanza di Teglio, sorse l'organismo comunale, forse già agli inizi del XII secolo. Gli statuti della castellanza e comune di Teglio, risalenti verosimilmente alla fine del XIV secolo, testimoniano l'esistenza, in un'unica compagine territoriale, di una duplice fisionomia giuridica. Il "castrum" di Teglio, all'origine della castellanza, sede ufficiale e non solo simbolica dell'autorità feudale, non venne escluso dal nuovo soggetto politico-amministrativo: in effetti il comune di Teglio garantì all'antico signore la nominale sovranità con la dovuta sudditanza degli abitanti, ma si rese autonomo nella gestione amministrativa, alla quale partecipavano paritariamente aristocratici e rustici delle contrade. Il potere di organizzazione e di indirizzo, pur se sotto il controllo del podestà di nomina signorile, risultava saldamente in mano ai consigli, espressioni dirette della comunità ed al complesso degli ufficiali eletto dalla stessa. La comunità di Teglio era complessivamente suddivisa in trentasei contrade, delle quali le principali, alla metà del XVIII secolo erano Piazza, Besta, Bellamira, Silvestri, San Martino, Ligone di Sotto, Ligone di Sopra, San Giovanni, Frigerio, Sommi Sassi (tutte sulla destra dell'Adda); Boalzo, Succi, Tresenda, San Giacomo, Nuvola (nel piano); Grania, Poschiavini, Val Malgina (in parte), Pondono, Carona, Alliceto, Val di Belviso, Aprica (alla sinistra dell'Adda). Le contrade erano raggruppate in vicinie: Aprica con Ganda, Carona con Bordone, comprendente forse anche Grania, Verignia (probabilmente l'odierna San Paolo, con il resto della Val Belviso), Boalzo, che eleggevano democraticamente come propri rappresentanti dei consoli e detenevano prerogative per l'utilizzo dei boschi e dei pascoli. La terra mastra della castellanza e del comune di Teglio, coincidente all'incirca con i confini della parrocchia di Santa Eufemia (per la quale la comunità godeva del diritto di nomina del rettore), era composta dalle parti di Verida e di Pertinasca, o Teglio di sopra e di sotto; entrambe avevano pertinenze sul fondovalle e sul versante orobico e compiti specifici per il mantenimento dei ponti sull'Adda. A livello economico, ancora nel 1421 e 1450 esistevano, anche se sotto il controllo ducale, dazi comunitari nei confronti dell'esterno, non già del ducato, ma della comunità stessa. A livello giudiziario e normativo, spettava al consiglio maggiore della comunità ogni integrazione alle disposizioni statutarie nelle materie non consolidate; il giudice d'appello contro le sentenze di primo grado era, nel civile, riservato agli accoladri della comunità. Tale larga autonomia, seconda nella zona sola a quella di Poschiavo e forse di Bormio, ma sensibilmente più estesa, per quanto fino ad ora risulta, dei terzieri di Tirano e Sondrio, va probabilmente messa in relazione con le peculiari caratteristiche istituzionali della castellanza e con la diversa dominante d'origine. Organo supremo del comune era dunque il consiglio generale, o assemblea plenaria dei cittadini di maggiore età, cioè con più di 25 anni, cui si affiancava il consiglio maggiore e il consiglio di credenza, o giunta esecutiva, costituita da 12 componenti; completavano il quadro delle cariche istituzionali quattro accoladri, consoli, canepari, e gli ufficiali del comune. A capo dell'amministrazione comunale c'erano due decani, eletti dal consiglio generale, che dovevano, in base all'antico costume e agli ordini di comunità, essere eletti uno tra i nobili e l'altro tra i contadini. Il rappresentante di Teglio al consiglio di valle era invece eletto dal consiglio minore. Il borgo di Teglio nel 1589 contava 265 fuochi, l'intera comunità superava gli 800 fuochi, nel 1624 Teglio aveva 4.000 abitanti (e Boalzo 306, Aprica 490, Carona 848, San Giacomo 560), nel 1797, infine, circa 8.000 abitanti.
In base al progetto di divisione in distretti della Valtellina e Bormio, Teglio e sue contrade sarebbe stato inserito nel distretto 7° come comune capoluogo (in alternativa a Villa). Al momento della prima ripartizione del dipartimento d'Adda e Oglio, il comune di Teglio e vicinanze contava 5.629 abitanti. Con l'organizzazione del dipartimento dell'Adda e Oglio, il comune di Teglio fu compreso nel distretto VI di Ponte. Nell'assetto definitivo della repubblica cisalpina, determinato nel maggio del 1801, Teglio e sue vicinanze era uno dei settanta comuni che costituivano il distretto III di Sondrio del dipartimento del Lario. Nel nuovo piano di distrettuazione provvisoria del dipartimento del Lario, in esecuzione del decreto 14 novembre 1802, il comune di Teglio e sue vicinanze venne ricollocato nel VI distretto dell'ex Valtellina con capoluogo Ponte, nel quale fu confermato, comune di II classe con 4.500 abitanti, nel 1803 (su questo comune pendeva rapporto del consiglio dipartimentale al ministro degli affari interni sulla convenienza di dividerlo in cinque comuni). Con l'organizzazione del dipartimento dell'Adda nel regno d'Italia, il comune di Teglio venne ad appartenere al cantone III di Tirano: comune di II classe, contava 5.540 abitanti. Nel prospetto del numero, nome e popolazione dei comuni del dipartimento dell'Adda secondo il decreto 22 dicembre 1807, il comune denominativo di Teglio, con 5.100 abitanti totali (di cui 3.000 in Teglio propriamente detto), figurava composto anche dalle frazioni di Aprica (500), Carona (800), Grania (600), Boalzo (150), Motta (50). Nel dicembre del 1807 fu trasmessa la richiesta di modifica della compartimentazione territoriale con il trasporto del comune di Teglio dal cantone di Tirano a quello di Ponte. Il comparto territoriale risultante il 1 gennaio 1810, a seguito dell'approvazione della concentrazione dei comuni del dipartimento dell'Adda, fu confermato nel 1815, dopo l'assoggettamento del dipartimento dell'Adda al dominio della casa d'Austria nel regno lombardo-veneto: a quest'ultima data, Teglio figurava (con 5.540 abitanti), comune principale nel cantone II di Ponte. L'8 agosto 1814 il comune di Teglio aveva espresso un indirizzo di fedeltà all'Austria.
In base alla compartimentazione territoriale del regno lombardo-veneto, era prevista la formazione dall'antico comune di Teglio di cinque nuove entità amministrative. Il deputato di Valtellina conte Guicciardi contestò il progetto di partizione delle antiche vicinanze. Nell'elenco dei comuni riordinato, l'imperial regia delegazione provinciale propose la formazione dello stesso numero di comuni previsto nella compartimentazione, ma sulla base della già esistente suddivisione delle parrocchie; la delegazione aggiungeva, nelle sue osservazioni, che siccome l'estimo si trovava "complessivamente e confusamente in un sol libro e catasto antico", e i pascoli, beni, le attività e passività erano state tenute fino ad allora in comune, così sarebbe convenuto disporre che i beni fossero 'goduti in proprietà comune sino alla divisione con censo nuovo", e che i deputati di ogni comune si unissero "per combinare l'amministrazione delle indivise proprietà per i conti preventivi". Con l'attivazione dei comuni della provincia di Sondrio, il comune di Teglio, privato delle antiche vicinanze di San Giacomo, Boalzo e Tresenda, Carona, Aprica e Motta, fu inserito nel distretto III di Tirano (l'imperial regia delegazione provinciale ne aveva proposto l'inserimento nel distretto II di Ponte). Rappresentanti del comune di Teglio avevano inviato una memoria il 28 febbraio 1816 contro la separazione delle antiche vicinie. In data 29 ottobre 1823 l'imperial regio governo partecipò di avere con dispaccio 1823 ottobre 21 n. 31839/3866 disposto la riaggregazione a Teglio degli antichi territori di Boalzo, San Giacomo, Carona, Aprica a decorrere dal 1824. Con risoluzione vicereale risultante dal dispaccio governativo 1832 luglio 28 n. 22169/3457 Teglio con le vicinanze di Boalzo, Carona, San Giacomo, Tresenda, Aprica fu staccato dal distretto III di Tirano ed unito al distretto II di Ponte. Teglio con Boalzo, Carona con Aprica, San Giacomo, Tresenda e Motta, comune con consiglio, fu confermato nel distretto II di Ponte in forza del successivo compartimento territoriale delle province lombarde. Nel 1853, Teglio con le frazioni di Boalzo, Carona con Aprica, San Giacomo, Tresenda e Motta, comune con consiglio senza ufficio proprio e con una popolazione di 5.667 abitanti, fu inserito nel distretto II di Tirano.
In seguito all'unione temporanea delle province lombarde al regno di Sardegna, in base al compartimento territoriale stabilito con la legge 23 ottobre 1859, il comune di Teglio con 5.744 abitanti, retto da un consiglio di venti membri e da una giunta di quattro membri, fu incluso nel mandamento VI di Tirano, circondario unico di Sondrio, provincia di Sondrio. Alla costituzione nel 1861 del Regno d'Italia, il comune aveva una popolazione residente di 6.128 abitanti (Censimento 1861). In base alla legge sull'ordinamento comunale del 1865 il comune veniva amministrato da un sindaco, da una giunta e da un consiglio. Nel 1867 il comune risultava incluso nello stesso mandamento, circondario e provincia). Popolazione residente nel comune: abitanti 5.973 (Censimento 1871); abitanti 6.444 (Censimento 1881); abitanti 6.436 (Censimento 1901); abitanti 7.372 (Censimento 1911); abitanti 7.452 abitanti (Censimento 1921). Nel 1923 dal comune di Teglio venne staccata la frazione di Aprica, eretta in comune. Nel 1924 il comune di Teglio risultava incluso nel circondario unico di Sondrio della provincia di Sondrio. In seguito alla riforma dell'ordinamento comunale disposta nel 1926 il comune veniva amministrato da un podestà. Popolazione residente nel comune: abitanti 6.000 (Censimento 1931); abitanti 5.951 (Censimento 1936). In seguito alla riforma dell'ordinamento comunale disposta nel 1946 il comune di Teglio veniva amministrato da un sindaco, da una giunta e da un consiglio. Popolazione residente nel comune: abitanti 5.858 (Censimento 1951). Nel 1959 dal comune di Teglio venne staccata una zona di territorio disabitata, aggregata al comune di Aprica. Popolazione residente nel comune: abitanti 5.695 (Censimento 1961); abitanti 5.240 (Censimento 1971). Nel 1971 il comune di Teglio aveva una superficie di ettari 11.523.

Nota
Questa scheda riprende fedelmente il contenuto dei profili istituzionali già pubblicati a stampa nel repertorio "Le istituzioni storiche del territorio lombardo. XIV-XIX secolo" (volume relativo all'attuale provincia di Sondrio: Progetto CIVITA, Regione Lombardia - Amministrazione provinciale di Sondrio, Milano 1999, repertoriazione a cura di Saverio Almini; e volumi relativi alle istituzioni postunitarie: Progetto CIVITA, Regione Lombardia, Milano 2001, repertoriazione a cura di Fulvio Calia, Caterina Antonioni, Simona Tarozzi), ora consultabili nella sezione "Istituzioni Storiche" del portale regionale dei beni culturali della Lombardia (si veda più in basso il collegamento puntuale, e dalla bibliografia il link alla versione .pdf della pubblicazione a stampa).


Condizione giuridica:
pubblico

Tipologia del soggetto produttore:
ente pubblico territoriale

Profili istituzionali collegati:
Comune, 1859 -

Per saperne di più:
Teglio: istituzioni storiche

Complessi archivistici prodotti:
Comune di Teglio (fondo)
Stato civile del Comune di Teglio (fondo)


Bibliografia:
Le istituzioni storiche del territorio lombardo. XIV-XIX secolo. Sondrio, Progetto CIVITA, Regione Lombardia - Amministrazione provinciale di Sondrio, Milano 1999, repertoriazione a cura di Saverio Almini (Civita, Sondrio - Le istituzioni storiche del territorio lombardo. XIV-XIX secolo. Sondrio, Progetto CIVITA, Regione Lombardia - Amministrazione provinciale di Sondrio, Milano 1999, repertoriazione a cura di Saverio Almini)
Le istituzioni storiche del territorio lombardo. 1859-1971, voll. 2, Progetto CIVITA, Regione Lombardia, Milano 2001, repertoriazione a cura di F. CALIA - C. ANTONIONI - S. TAROZZI

Redazione e revisione:
Vichi Andrea Carlo, 2010/06/18, revisione


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