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Confraternita di Maria Santissima del Carmine di Ostuni

Sede: Ostuni (Brindisi)
Date di esistenza: 1592 - , L'estremo remoto è tratto da una platea conservata presso l'archivio dell'ente in cui compare per la prima volta ufficialmente la denominazione della confraternita.

Intestazioni:
Confraternita di Maria Santissima del Carmine di Ostuni, Ostuni (Brindisi), 1592 ante -, SIUSA

Le prime attestazioni dell'esistenza della confraternita di Maria Santissima del Carmine di Ostuni risalgono al 1592, come risulta da una platea conservata dall'ente, ed al 1593 anno in cui, in un atto del 13 maggio del notaio Antonio Melleo, la confraternita risulta essere beneficiaria di una donazione in denaro da parte di una certa Laura Laureti de Roma. Secondo l'interpretazione degli studiosi P. Lisimberti ed A. Todisco non è ardito supporre che la fondazione della confraternita risalga ad alcuni decenni prima, strettamente connessa alle più antiche strutture dell'insediamento carmelitano. L'istituzione del convento carmelitano ad Ostuni, originariamente intitolato a Santa Maria della Misericordia, risale alla seconda metà del XV secolo. Un atto rogato dal notaio Sebastiani Pinti de Hostunio del 1590 attesta l'erezione di una chiesa nuova e tre anni dopo si ufficializza il cambiamento dell'intitolazione del convento in Santa Maria del Monte Carmelo. La confraternita del Monte Carmelo pone la propria cappella nell'ala destra della nuova chiesa alla cui erezione ha contribuito. Il culto della Santissima Madonna del Carmine si radica a tal punto che nel 1675 viene eletta protettrice e patrona di Ostuni. Nel 1689 viene inviata al vescovo la petizione per l'erezione ufficiale della confraternita e per l'approvazione delle regole, in cui si dichiara esplicitamente che il fine del sodalizio è: "l'honor di Dio, e la Salute dell'Anime nostre per mezzo dell'Oratione, uso de Sacramenti, et opere di Misericordia. Obbligo dei confratelli sono: visitar l'Infermi, massime se ve ne fussero all'Ospidale, e Poveri, e sovvenirli con santa esortatione, et Elemosine, e similmente siano solleciti a visitare li Carcerati; ed infine che "detti fratelli tanto nobili, quanto ignobili siano obligati accompagnare processionalmente tutti quei defunti, che si seppelliranno per Amor di Dio". Il 22 marzo 1777 il sodalizio riconverte l'antico statuto del 1689 per richiedere l'assenso regio: gli articoli non vengono sostanzialmente modificati. Nel 1779 scoppia una vertenza con la confraternita del Purgatorio di Ostuni: oggetto del contenzioso tra le due compagnie è l'uso, durante i riti della Settimana Santa, del bordone e del cappello, che la confraternita del Carmine rivendica come proprio diritto. A prevalere è la confraternita del Carmine ma il problema si ripresenta periodicamente. Nel 1809 il vuoto lasciato dalla scomparsa dei Carmelitani viene colmato dalla confraternita che si assume, ad esempio, l'onere della manutenzione della chiesa. Nel 1861 l'ex convento dei Padri carmelitani e la chiesa vengono ceduti al comune di Ostuni e nel 1870 tutti i locali del convento vengono attribuiti alla confraternita per adibirli ad orfanotrofio. Il 12 dicembre 1901 con atto legale stipulato tra il Capitolo cattedrale e il priore del Carmine si dichiara la confraternita "confraternita capitolare" e cioè si sancisce che il Capitolo debba utilizzare per ogni funzione capitolare solo la confraternita del Carmine. Nel 1942 viene approvato un nuovo statuto e nel 1965 il padre spirituale organizza un gruppo giovanile per aprire l'ente a nuove esigenze spirituali e sociali. La confraternita risulta tuttora attiva e numerosa.

Condizione giuridica:
privato

Tipologia del soggetto produttore:
ente e associazione della chiesa cattolica

Profili istituzionali collegati:
Confraternita, sec. XII -

Complessi archivistici prodotti:
Confraternita di Maria Santissima del Carmine di Ostuni (fondo)


Bibliografia:
Paola Lisimberti - Antonio Todisco, La venerabile fraternita di Maria Santissima del Carmine di Ostuni. Contributi alla storia delle confraternite carmelitane in Puglia, Fasano, Schena editore, 1995

Redazione e revisione:
Moro Katia - direzione lavori Maria Pia Pontrelli, 2005/06/16, prima redazione
Morolla Vincenza, 2015/07/13, revisione
Pontrelli Maria Pia, 2015/07/13, supervisione della scheda


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