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Mussini Luigi

Berlino 1813 dic. 19 - Siena 1888 giu. 18

Pittore

Intestazioni:
Mussini, Luigi, pittore, scrittore, (Berlino 1813 - Siena 1888), SIUSA

Luigi Mussini - figlio di Natale, modenese, maestro di cappella presso la corte prussiana e di Giuliana Sarti, figlia di Giuseppe a sua volta maestro di cappella prima presso la corte danese e poi presso quella russa - nacque a Berlino il 19 dicembre 1813. Trasferitosi ancora piccolo con la famiglia a Firenze, dove la casa era frequentata da personalità quali Giuseppe Giusti, Massimo D’Azeglio e Giovanni Battista Niccolini, Luigi Mussini cominciò a studiare disegno sotto la guida del fratello maggiore Cesare, prima di entrare nel 1830 all’Accademia di belle arti, dove fu allievo di Pietro Benvenuti, Francesco Corsi e Giuseppe Bezzuoli; nel 1840 vinse un pensionato a Roma dove rimase per quattro anni, iniziando a distinguersi nell’ambito del purismo italiano, così da ricevere le attenzioni di critici d’arte come Lorenzo Bartolini e Pietro Selvatico. Tornato a Firenze nel 1844, Mussini aprì una scuola assieme a Adolfo Stürler, allievo di Jean Ingres - scuola che ebbe, tra gli altri, discepoli come Silvestro Lega e Michele Gordigiani -, strinse amicizia con Giovanni Duprè ed iniziò una stretta frequentazione con personalità dell’erudizione storico-artistica fiorentina legata alla redazione dell’«Archivio storico italiano», quali Carlo Pini, Carlo e Gaetano Milanesi, Vincenzo Marchese. Dopo gli eventi bellici del 1848, cui prese parte come volontario, si trasferì a Parigi, dove frequentò Ingres, Jean Hippolyte Flandrin, William Haussoullier e molti altri artisti del loro entourage. Nel 1851 - alla morte di Francesco Nenci propugnatore di tradizionali metodi didattici neoclassici - su sollecitazione, tra gli altri, di Scipione Bichi Borghesi venne a Siena a dirigere l’Istituto di belle arti, nel quale si distinse per l’impegno e l’originalità dell’insegnamento. Fu infatti maestro di Angelo Visconti, Amos Cassioli, Alessandro Franchi e Cesare Maccari. Al contempo nella sua lunga permanenza senese si occupò, come membro della Commissione consultiva conservatrice della città, di soprintendere ad importanti restauri come quello in Palazzo pubblico, opponendo a Giovan Battista Cavalcaselle una metodologia del restauro antiquata, ma basata sul riconoscimento delle abilità pittoriche degli artisti-restauratori. Tra le più importanti realizzazioni pittoriche a Siena rimangono il "San Crescenzio" nel duomo e due cartoni per le cuspidi della facciata eseguite nel 1876. Nonostante non vi abbia dipinto, si deve attribuire a Mussini la progettazione della “Sala Vittorio Emanuele” in Palazzo pubblico dove volle, fortemente, la compresenza di tutti gli allievi senesi che aveva educato. Morì a Siena il 18 giugno 1888 e fu sepolto nel cimitero della Misericordia nella tomba della moglie Luigia Piaggio che lui stesso aveva eseguito nel 1865. Le sue opere si trovano oggi nei maggiori musei italiani ed europei. Tra i suoi scritti ricordiamo le raccolte: "Scritti d’arte", Firenze 1880; "Di palo in frasca. Pensieri di un artista", Siena 1888.

Complessi archivistici prodotti:
Mussini Luigi (fondo)
Mussini Luigi (fondo)


Redazione e revisione:
Agnorelli Patrizia, 2009/06, prima redazione
Capannelli Emilio, revisione
Morotti Laura, 2009/12, rielaborazione
Moscadelli Stefano, 2009/06, prima redazione


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