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Coppedè Adolfo

Firenze 1871 apr. 29 - Firenze 1951 ago. 15

architetto

Intestazioni:
Coppedè, Adolfo, architetto, (Firenze 1871 - Parugiano di Montemurlo 1951), SIUSA

Adolfo Coppedè, terzogenito di Mariano Coppedè, fondatore nel 1885 de "La Casa Artistica di Mariano e figli Coppedè", laboratorio per la produzione di sculture ed arredi lignei artistici di notevole successo, nasce a Firenze nel 1871. Terminate le Scuole Tecniche e la Scuola Professionale di Arti Decorative e Industriali, si iscrive nel 1892 alla Accademia di Belle Arti di Firenze, periodo nel quale incomincia a lavorare nel laboratorio del padre come scultore del legno.
Dopo esperienze come pittore, si accosta all'architettura e partecipa al Concorso per il Pensionato Artistico di Roma- sezione Architettura (1898-1899), classificandosi al secondo posto e suscitando grande impressione nella commissione d'esame per la sua abilità grafica. Nel 1900, nel corso dell'esposizione delle prove del concorso, fu notato dall'on. Pilade Del Buono che gli commissiona diversi lavori all'Isola d'Elba. Nella sua formazione si mescolano dunque l'apprendistato presso la bottega del padre (già dal 1892) - alla conduzione del quale, alla morte del padre nel 1920, subentrerà direttamente, insieme al fratello Gino - l'esperienza di viaggio in Europa in compagnia dello stesso Del Buono (1900-1905), nonché la frequenza saltuaria all'Accademia di Belle Arti di Firenze (1892) presso la quale otterrà dieci anni dopo la licenza di Professore di Disegno architettonico attribuitagli "per titoli"(1902).
Fra le opere più rappresentative si ricordano le decorazioni architettoniche delle sale del Palazzo della Nuova Borsa di Genova (1909-1912), gli arredi per piroscafi e transatlantici, il Piano regolatore di Tirrenia (1932-1934), la partecipazione al Concorso per il Palazzo del Littorio a Roma (1934), nonché le opere per le quali ricevette per tre volte il Premio Martelli: Villa Pagani Nefetti a Firenze (1908); ristrutturazione di Palazzo Dudley (1913); Villa Sequi-Bopp di Firenze (1917). Sull'onda di questo successo eseguì numerosi lavori per privati ed enti e alcuni suoi progetti suscitarono aspre polemiche: la ristrutturazione del Palazzo Pazzi Quaratesi su commissione della Banca di Firenze (1912-1915) e il progetto, non eseguito, per la monumentale Galleria Mussolini in Firenze, 1926, quest'ultimo assai criticato anche da D'Annunzio. Nel 1918 è membro della Congregazione dei virtuosi del Pantheon e fa parte della Commissione di studio incaricata di studiare i provvedimenti da apportare per il passaggio per il passaggio dallo stato di guerra allo stato di pace. Nel periodo 1919-1921 è Consigliere Comunale a Firenze. Fra i riconoscimenti si annoverano: la nomina a Commendatore a seguito dei lavori al Palazzo della Nuova Borsa di Genova (1912), a Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (1924), nonché a Ufficiale dello stesso Ordine, su proposta di Mussolini (1931). Nel 1932 si iscrive al Partito Nazionale Fascista.
Esegue lavori in Toscana e con il fratello Gino progetta gli arredi del transatlantico Conte Rosso e nel 1931 progetta il salone colonna e altri ambienti del transatlantico Conte di Savoia. Nel 1934 partecipa al concorso per il palazzo del Littorio a Roma e nel 1936 avanza la proposta della Via del Littorio a Firenze come accesso monumentale a palazzo Pitti. Nello stesso anno esegue un progetto per il palazzo reale di Baghdad.
Dal 1937 si ritira nella sua fattoria di Parugiano nel Comune di Montemurlo (PO), curandone l'amministrazione. Qui muore nel 1951.



Soggetti produttori:

Collegati:
Coppedè Gino


Per saperne di più:
Archivio fotografico toscano. Fondo Coppedè

Complessi archivistici prodotti:
Coppedè Adolfo (fondo)
Coppedè Adolfo e Gino (fondo)


Bibliografia:
Guida agli archivi di architetti e ingegneri del Novecento in Toscana, a cura di E. INSABATO, C. GHELLI, Firenze, Edifir, 2007, 140-146 (C. Sanguineti)
E. BARLETTI, Adolfo Coppedè e la loggia Navone a Firenze. Documenti per la storia di un palazzo di città, in «Mitteilungen des Kunsthistorischen Institutes in Florenz», XXXVI, 1992, 3, pp. 347-380.
Fondo Coppedè, In «AFT. Rivista di Storia e Fotografia», n. 5, I semestre, 1987, (con saggi di C. Cresti e di M. Cozzi), p. 12-31
M. NICOLETTI, Stile Coppedè, in «FMR», n. 17, ottobre 1983, pp. 55-84
M. COZZI, Adolfo Coppedè, ad vocem, in Dizionario Biografico Italiano, 1982, vol. 28, pp. 589-592
R. BOSSAGLIA, M. COZZI, I Coppedè, Sagep, Genova, 1982
C. CRESTI, Firenze 1896-1915: la stagione del liberty, Firenze, Alinea, 1978
M. COZZI, I progetti per una “galleria” a Firenze: dalle ipotesi di riordinamento del centro cittadino alla proposta di Adolfo Coppedè, in Architettura in Toscana dal periodo napoleonico allo stato unitario, a cura di G. OREFICE, Uniedit, Firenze, 1978, pp. 91- 101
C. CRESTI, Adolfo Coppedè, in Mostra del Liberty italiano, catalogo della mostra, Milano, dic. 1972-feb. 1973, a cura di F. Bellonzi et al., Milano, Società per le Belle Arti, 1972
LUBRANO, CELENTANO, La Nuova Borsa di Genova e l'arte di Adolfo Coppedè, in "Rassegna Universale", I, 7, 1912

Redazione e revisione:
Ghelli Cecilia, 2010/06/15, prima redazione
Insabato Elisabetta, 2015/02/20, rielaborazione


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