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De Nava Giuseppe

Reggio Calabria 1858 set. 23 - Roma 1924 feb. 27

Laurea in Giurisprudenza, deputato, ministro, 1897 - 1924

Intestazioni:
De Nava, Giuseppe, politico, deputato, ministro (Reggio Calabria 1858 - Roma 1924), SIUSA

Antichissime sono le origini della famiglia De Nava.
Giuseppe De Nava, nato a Reggio Calabria il 23 settembre 1858 da Francesco ed Elisabetta D'Agostino, vi trascorse la prima gioventù.Si laureò nel 1878, a Napoli, in giurisprudenza dedicandosi poi all'approfondimento degli studi economici e alla libera professione. Nel 1893 vinse il concorso come referendario del Consiglio di Stato e , in tale veste, fu membro di molte commissioni legislative. Nel 1897 assunse l'incarico di capo gabinetto del ministro dei lavori pubblici Prinetti, su segnalazione del quale fu nominato, nello stesso anno, membro del Consiglio delle miniere. Nello stesso anno il De Nava fu eletto alla Camera nel collegio di Bagnara Calabra come rappresentante del partito liberale. Annullata l'elezione per incompatibilità della carica con le funzioni di referendario del Consiglio di Stato, si dimise da questo ultimo incarico e vinse le elezioni suppletive. Nella veste di parlamentare si occupò dei problemi legati allo sviluppo della città e della provincia di Reggio Calabria. Rieletto nella successiva XXI legislatura con votazione plebiscitaria, sostenne la politica liberale del Ministro Zanardelli-Giolitti. Nella XXII legislatura sostenne l'iniziativa ministeriale di nazionalizzazione delle ferrovie. Nominato sottosegretario di Stato per l'interno nel Ministero Sonnino-Sacchi, propugnò la legge sulla Calabria e difese la causa dei contadini nelle vertenze per gli usi civici del lazio. Dopo il terremoto del 1908 fece parte della Commissione parlamentare che esaminò la prima legge a favore delle province di Reggio Calabria e Messina. In mezzo a tale disastro si svolsero, il 7 marzo 1909, le elezioni politiche generali. Il De Nava fu scelto come candidato dagli ambienti conservatori e dalla curia reggina in opposizione alla candidatura del laico Biagio Camagna. Eletto sia nel collegio di Reggio che in quello di Bagnara Calabra dove ottenne il 95% dei voti espressi, optò per quest'ultimo collegio, favorendo così, nelle elezioni suppletive, Biagio Camagna. Durante tale periodo si occupò soprattutto dei provvedimenti tendenti a sanare gli immensi danni cagionati dal terremoto del 1908. Nel 1912 si dichiarò a favore del suffraggio universale. Durante la XXIV legislatura appoggiò la dichiarazione di guerra agli Imperi centrali e si recò in Calabria per un giro di propaganda resosi necessario in quanto gli appelli rivolti dal Governo per l'adesione allo stesso avevano trovato lì scarsissimo riscontro. Nel 1916 entrò a far parte del gabinetto Boselli diventando ministro dell'industria, commercio e lavoro. La nomina di De Nava a ministro dell'industria suscitò grandi speranze nel popolo calabrese e soprattutto nella classe dirigente; la delusione fu cocente, la guerra distrasse il ministro dai problemi locali e scarsissimi furono i provvedimenti a favore della Calabria.
Nel successivo governo Orlando, fu nominato ministro dei trasporti marittimi e ferroviari. Restò in carica per cinque mesi.
Rieletto nella successiva XXV legislatura nella lista liberaldemocratica, diresse per brevi periodi il Ministero dei lavori pubblici nel I governo Nitti e quello delle finanze nel III governo Nitti. Nella veste di ministro dei lavori pubblici, il De Nava, consapevole che la situazione viaria della Calabria era fortemente deficitaria, propose al governo un decreto legge che istituisse un Ente stradale autonomo in ciascuna delle province calabresi. Di fatto, la complicata struttura orografica della Regione, impedì la costruzione di strade soprattutto nelle aree interne tanto da calcolare che all'epoca "più di un terzo dei capoluoghi di comune era privo di strade di accesso". Dal 4 luglio 1921 al 26 febbraio 1922 durante il governo Bonomi, assunse la responsabilità del Ministero del tesoro e in tale veste continuò a favorire la ricostruzione delle zone colpite dal terremoto del 1908. Grazie a lui le somme stanziate da anni vennero spese, la città rinacque ovvero ebbe la prima spinta per la sua ricostruzione. Il De Nava accettò di essere inserito nella lista nazionale per la XXVII legislatura e, in quella occasione, scrisse un Messaggio ai cittadini di Reggio datato 23 febbraio 1924. La sua adesione alla lista, che aveva per contrassegno il fascio littorio, fu da molti censurata proprio per l'indole democratica del De Nava e, secondo alcuni, fu solo il legame per la sua città a spingerlo ad accettare una candidatura non rispondente ai suoi ideali ma utile per servire il paese.
Morì a Roma il 27 febbraio 1924 dopo aver disposto che parte del suo patrimonio andasse alla città di Reggio.


Per saperne di più:
De Nava Giuseppe

Complessi archivistici prodotti:
De Nava Giuseppe (fondo)


Redazione e revisione:
ARILLOTTA ADA, 2010/10/10, prima redazione


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