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Federazione impiegati e operai metallurgici - FIOM, 1901 -

La Federazione impiegati e operai metallurgici (Fiom) nasce a Livorno il 16 giugno 1901 come Federazione italiana fra gli operai metallurgici. Ma il sindacato metallurgico italiano è già attivo alla fine dell'Ottocento. In quel periodo nelle principali città industrializzate si formano sezioni operaie che iniziano a lottare per avere migliori condizioni di lavoro, minimo salariale, giornata lavorativa di otto ore, abolizione del cottimo e del lavoro notturno, parità retributiva uomo-donna, regolamentazione dell'apprendistato contro lo sfruttamento dei fanciulli.
Nel 1898 nasce "Il Metallurgico", il giornale operaio che poi diventerà l'organo di stampa della Fiom e si forma il Comitato centrale di propaganda, organismo che lavorerà per la preparazione del Congresso costitutivo della Federazione, congresso a cui parteciperanno 40 sezione operaie.
Nel primo congresso dopo la Prima guerra mondiale, la Fiom conta 47.192 iscritti e 102 sezioni. Inizia la stagione della contrattazione collettiva. Il 20 febbraio 1919 si raggiunge un accordo con l'Associazione industriali di categoria che prevede la riduzione di orario a 8 ore giornaliere e 48 settimanali, il riconoscimento delle Commissioni interne e la loro istituzione in ogni fabbrica; la nomina di una Commissione per il miglioramento della legislazione sociale e di un'altra per studiare la riforma delle paghe e del carovita.
Da parte del padronato si comincia a cercare la prova di forza contro gli operai e il sindacato. Nell'agosto del 1920, quando la trattativa per il miglioramento delle condizioni di vita dei metallurgici viene interrotta, cominciano le serrate. La risposta operaia si concretizza nell'occupazione delle fabbriche che coinvolge più di 400.000 metallurgici in tutta Italia e altri 100.000 di altre categorie. Momenti di tensione, alcuni dei quali sfociano in scontri con morti e feriti, precedono l'accordo del 19 settembre 1920 che prevedeva il riconoscimento del controllo operaio nelle fabbriche, aumenti salariali, 6 giorni di ferie pagate, miglioramenti per gli straordinari e il lavoro notturno.
Con l'avvento al potere del fascismo, i sindacati operai sono messi fuori legge. Molti sindacalisti vengono uccisi o messi in prigione. Durante la Seconda guerra mondiale, il sindacalismo aderisce alla Resistenza e partecipa alla Liberazione dal nazismo e dal fascismo insieme alle forze armate alleate.
Nel giugno del 1944, il sindacato viene ricostituito con il "patto di Roma" che unisce le principali correnti sindacali: comunista, democratica-cristiana e socialista.
Al I Congresso unitario - ma IX nella numerazione ufficiale - svoltosi nel dicembre 1946, si stabilisce la nuova denominazione in Federazione impiegati e operai metallurgici, lasciando inalterata la sigla.
Nel 1948, la Fiom firma il primo contratto nazionale del comparto metalmeccanico.
Nel frattempo, nel sindacato italiano matura la crisi del patto costitutivo del 1944 e delle alleanze politiche e culturali da esso scaturite; si consuma la divisione che porta alla scissione di una parte della Cgil: nel 1948 nasce la Cisl e nel 1950 la Uil. La Fiom perde una parte considerevole degli iscritti in questo periodo ma, negli anni Sessanta, attraverso una campagna nelle fabbriche e nel territorio, torna ad accrescere il proprio consenso; dentro gli stabilimenti la Commissione interna viene sostituita dalla struttura di rappresentanza, il "Consiglio di fabbrica",
Il 1969 è l'anno delle grandi lotte che si concludono con una grande manifestazione nazionale dei metalmeccanici il 28 novembre, a Roma. A dicembre viene firmato il contratto nazionale. I risultati più importanti: aumenti salariali uguali per tutti, riduzione a 40 ore dell'orario di lavoro a parità di salario, riconoscimento del diritto di assemblea in fabbrica durante l'orario di lavoro, riconoscimento dei rappresentanti sindacali aziendali.
Nel 1972 le organizzazioni metalmeccaniche Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil si uniscono nella Federazione lavoratori metalmeccanici (Flm). Nel 1973 viene firmato un altro importante contratto nazionale in cui si ottengono l'inquadramento unico operai-impiegati su 7 livelli, aumenti salariali uguali per tutti, il riconoscimento del diritto allo studio retribuito (le 150 ore), 4 settimane di ferie.
Nei rinnovi successivi lo spazio negoziale diviene più ampio, aumentano le materie contrattuali così come l'incidenza del sindacato in fabbrica, in particolare sul diritto di informazione sui programmi di investimento e sulle politiche occupazionali delle imprese.
Dalla seconda metà degli anni Settanta, con le grandi ristrutturazioni industriali e una fase politica e sociale favorevole, si cominciano a ridimensionare le conquiste sindacali degli anni precedenti ei i Consigli di fabbrica entrano in crisi come struttura di rappresentanza. Nel 1984 la Flm si scioglie.
Nel 1993 viene firmato dai sindacati, dagli imprenditori e dal governo un accordo in cui vengono definiti nuovi assetti contrattuali che individuano soluzioni per la dinamica degli incrementi ed adeguamenti salariali, in particolare al posto del precedente sistema della contingenza, meccanismo che fino a quegli anni permetteva di adeguare automaticamente i salari agli aumenti del costo della vita. Vengono ribaditi i due livelli di contrattazione: quello nazionale e quello aziendale. Nell'accordo trova conferma la legittimazione a negoziare nel secondo livello, quello aziendale, della Rappresentanza sindacale unitaria struttura di fabbrica, che sostituisce il Consiglio di fabbrica.

La Federazione impiegati e operai metallurgici (Fiom) nasce a Livorno il 16 giugno 1901 come Federazione italiana fra gli operai metallurgici. Ma il sindacato metallurgico italiano è già attivo alla fine dell'Ottocento. In quel periodo nelle principali città industrializzate si formano sezioni operaie che iniziano a lottare per avere migliori condizioni di lavoro, minimo salariale, giornata lavorativa di otto ore, abolizione del cottimo e del lavoro notturno, parità retributiva uomo-donna, regolamentazione dell'apprendistato contro lo sfruttamento dei fanciulli.
Nel 1898 nasce "Il Metallurgico", il giornale operaio che poi diventerà l'organo di stampa della Fiom e si forma il Comitato centrale di propaganda, organismo che lavorerà per la preparazione del Congresso costitutivo della Federazione, congresso a cui parteciperanno 40 sezione operaie.
Nel primo congresso dopo la Prima guerra mondiale, la Fiom conta 47.192 iscritti e 102 sezioni. Inizia la stagione della contrattazione collettiva. Il 20 febbraio 1919 si raggiunge un accordo con l'Associazione industriali di categoria che prevede la riduzione di orario a 8 ore giornaliere e 48 settimanali, il riconoscimento delle Commissioni interne e la loro istituzione in ogni fabbrica; la nomina di una Commissione per il miglioramento della legislazione sociale e di un'altra per studiare la riforma delle paghe e del carovita.
Da parte del padronato si comincia a cercare la prova di forza contro gli operai e il sindacato. Nell'agosto del 1920, quando la trattativa per il miglioramento delle condizioni di vita dei metallurgici viene interrotta, cominciano le serrate. La risposta operaia si concretizza nell'occupazione delle fabbriche che coinvolge più di 400.000 metallurgici in tutta Italia e altri 100.000 di altre categorie. Momenti di tensione, alcuni dei quali sfociano in scontri con morti e feriti, precedono l'accordo del 19 settembre 1920 che prevedeva il riconoscimento del controllo operaio nelle fabbriche, aumenti salariali, 6 giorni di ferie pagate, miglioramenti per gli straordinari e il lavoro notturno.
Con l'avvento al potere del fascismo, i sindacati operai sono messi fuori legge. Molti sindacalisti vengono uccisi o messi in prigione. Durante la Seconda guerra mondiale, il sindacalismo aderisce alla Resistenza e partecipa alla Liberazione dal nazismo e dal fascismo insieme alle forze armate alleate.
Nel giugno del 1944, il sindacato viene ricostituito con il "patto di Roma" che unisce le principali correnti sindacali: comunista, democratica-cristiana e socialista.
Al I Congresso unitario - ma IX nella numerazione ufficiale - svoltosi nel dicembre 1946, si stabilisce la nuova denominazione in Federazione impiegati e operai metallurgici, lasciando inalterata la sigla.
Nel 1948, la Fiom firma il primo contratto nazionale del comparto metalmeccanico.
Nel frattempo, nel sindacato italiano matura la crisi del patto costitutivo del 1944 e delle alleanze politiche e culturali da esso scaturite; si consuma la divisione che porta alla scissione di una parte della Cgil: nel 1948 nasce la Cisl e nel 1950 la Uil. La Fiom perde una parte considerevole degli iscritti in questo periodo ma, negli anni Sessanta, attraverso una campagna nelle fabbriche e nel territorio, torna ad accrescere il proprio consenso; dentro gli stabilimenti la Commissione interna viene sostituita dalla struttura di rappresentanza, il "Consiglio di fabbrica",
Il 1969 è l'anno delle grandi lotte che si concludono con una grande manifestazione nazionale dei metalmeccanici il 28 novembre, a Roma. A dicembre viene firmato il contratto nazionale. I risultati più importanti: aumenti salariali uguali per tutti, riduzione a 40 ore dell'orario di lavoro a parità di salario, riconoscimento del diritto di assemblea in fabbrica durante l'orario di lavoro, riconoscimento dei rappresentanti sindacali aziendali.
Nel 1972 le organizzazioni metalmeccaniche Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil si uniscono nella Federazione lavoratori metalmeccanici (Flm). Nel 1973 viene firmato un altro importante contratto nazionale in cui si ottengono l'inquadramento unico operai-impiegati su 7 livelli, aumenti salariali uguali per tutti, il riconoscimento del diritto allo studio retribuito (le 150 ore), 4 settimane di ferie.
Nei rinnovi successivi lo spazio negoziale diviene più ampio, aumentano le materie contrattuali così come l'incidenza del sindacato in fabbrica, in particolare sul diritto di informazione sui programmi di investimento e sulle politiche occupazionali delle imprese.
Dalla seconda metà degli anni Settanta, con le grandi ristrutturazioni industriali e una fase politica e sociale favorevole, si cominciano a ridimensionare le conquiste sindacali degli anni precedenti ei i Consigli di fabbrica entrano in crisi come struttura di rappresentanza. Nel 1984 la Flm si scioglie.
Nel 1993 viene firmato dai sindacati, dagli imprenditori e dal governo un accordo in cui vengono definiti nuovi assetti contrattuali che individuano soluzioni per la dinamica degli incrementi ed adeguamenti salariali, in particolare al posto del precedente sistema della contingenza, meccanismo che fino a quegli anni permetteva di adeguare automaticamente i salari agli aumenti del costo della vita. Vengono ribaditi i due livelli di contrattazione: quello nazionale e quello aziendale. Nell'accordo trova conferma la legittimazione a negoziare nel secondo livello, quello aziendale, della Rappresentanza sindacale unitaria struttura di fabbrica, che sostituisce il Consiglio di fabbrica.

L'organizzazione:
La rete organizzativa della Fiom prevede, come struttura di base a livello di fabbrica, l'assemblea degli iscritti. Questa potrà dotarsi di un Comitato degli iscritti, struttura con compiti operativi ed esecutivi. Tutti i lavoratori metalmeccanici aderenti alla Fiom e facenti parte dello stesso comprensorio costituiscono poi il sindacato territoriale che è parte integrante a livello confederale della Camera del lavoro territoriale. A loro volta tutti i sindacati territoriali, nell'ambito della stessa regione, costituiscono le Fiom regionali. L'insieme delle Fiom regionali costituisce la Federazione nazionale impiegati e operai metallurgici (Fiom).
Il massimo organismo deliberante della Fiom è il Congresso nazionale mentre, tra un congresso e l'altro (normalmente 4 anni), l'organo di direzione è costituito dal Comitato centrale che si riunisce almeno una volta ogni 3 mesi. Lo Statuto della Fiom prevede anche l'Assemblea nazionale, organismo con potere deliberante. Questa è composta dal Comitato centrale della Fiom più 314 delegati di produzione espressione diretta dei congressi territoriali; è eletta ogni 4 anni.
Altri organi direttivi ed esecutivi nazionali della Fiom sono la Direzione o Comitato esecutivo e la Segreteria nazionale. Quest'ultima è la struttura che attua le decisioni del Comitato centrale e assicura la gestione continuativa della Fiom.
Tutte le norme relative alla struttura organizzativa della Fiom sono contenute nello Statuto della Fiom che è subordinato allo Statuto della Cgil nazionale.

Gli scopi principali perseguiti dalla Fiom consistono:
1) nel difendere gli interessi economici, professionali e morali - collettivi ed individuali - di tutti le lavoratrici e lavoratori metalmeccanici, nel promuovere il progressivo miglioramento delle loro condizioni di vita e nel garantire il rispetto e lo sviluppo dei loro diritti e della loro personalità;
2) nel promuovere l'elevazione professionale e culturale e lo sviluppo delle attività sociali dei lavoratori;
3) nel tutelare la salute e l'integrità dei lavoratori attraverso un'azione costante di intervento e controllo del processo produttivo e dell'ambiente di lavoro affinché la produzione non comporti danni alla salute e all'integrità dei lavoratori, dei cittadini e all'ambiente. E' pertanto compito specifico del sindacato contestare tutti quei processi produttivi che possono arrecare danno, direttamente e indirettamente, alla collettività, all'ambiente e/o alla salute e all'integrità dei lavoratori e dei cittadini;
4) nel promuovere iniziative per la piena occupazione; lo sviluppo equilibrato, anche nei rapporti tra le varie regioni, dell'economia; l'attuazione delle riforme necessarie all'utilizzazione, nell'interesse della collettività, di tutte le risorse, con la piena salvaguardia dell'ambiente e dell'ecologia; la più giusta ripartizione del reddito; il progresso tecnico e scientifico e la sua traduzione in progresso sociale sino all'emancipazione completa del lavoro. In questo ambito é compito della Fiom contribuire a tutte le iniziative che rendano effettivo l'inserimento delle donne dei giovani e delle le lavoratrici e lavoratori migranti nell'attività produttiva e assicurino, in ogni campo di attività, parità di diritti e di condizioni senza alcuna discriminazione;
5) nell'affermare il ruolo fondamentale ed insostituibile che il sindacato dei lavoratori ha nella costruzione e nello sviluppo di una società democratica moderna.
La Fiom si prefigge di realizzare i suoi scopi: mediante l'azione sindacale unitaria delle lavoratrici e lavoratori dell'artigianato e dell'industria metalmeccanica, nell'ambito della Cgil, ricercando i necessari rapporti ed assumendone le opportune iniziative anche con le altre O.S. con le varie componenti sociali e politiche.
Spetta alla Federazione nazionale stipulare i contratti nazionali di lavoro e tutti gli accordi e contratti che hanno interesse nazionale. Le piattaforme rivendicative e le varie azioni sindacali devono essere decise nelle assemblee dei lavoratori e degli organi dirigenti del sindacato. Le intese di massima raggiunte saranno sottoposte all'assemblea dei lavoratori.
La Federazione impiegati e operai metallurgici (Fiom) nasce a Livorno il 16 giugno 1901 come Federazione italiana fra gli operai metallurgici. Ma il sindacato metallurgico italiano è già attivo alla fine dell'Ottocento. In quel periodo nelle principali città industrializzate si formano sezioni operaie che iniziano a lottare per avere migliori condizioni di lavoro, minimo salariale, giornata lavorativa di otto ore, abolizione del cottimo e del lavoro notturno, parità retributiva uomo-donna, regolamentazione dell'apprendistato contro lo sfruttamento dei fanciulli.
Nel 1898 nasce "Il Metallurgico", il giornale operaio che poi diventerà l'organo di stampa della Fiom e si forma il Comitato centrale di propaganda, organismo che lavorerà per la preparazione del Congresso costitutivo della Federazione, congresso a cui parteciperanno 40 sezione operaie.
Nel primo congresso dopo la Prima guerra mondiale, la Fiom conta 47.192 iscritti e 102 sezioni. Inizia la stagione della contrattazione collettiva. Il 20 febbraio 1919 si raggiunge un accordo con l'Associazione industriali di categoria che prevede la riduzione di orario a 8 ore giornaliere e 48 settimanali, il riconoscimento delle Commissioni interne e la loro istituzione in ogni fabbrica; la nomina di una Commissione per il miglioramento della legislazione sociale e di un'altra per studiare la riforma delle paghe e del carovita.
Da parte del padronato si comincia a cercare la prova di forza contro gli operai e il sindacato. Nell'agosto del 1920, quando la trattativa per il miglioramento delle condizioni di vita dei metallurgici viene interrotta, cominciano le serrate. La risposta operaia si concretizza nell'occupazione delle fabbriche che coinvolge più di 400.000 metallurgici in tutta Italia e altri 100.000 di altre categorie. Momenti di tensione, alcuni dei quali sfociano in scontri con morti e feriti, precedono l'accordo del 19 settembre 1920 che prevedeva il riconoscimento del controllo operaio nelle fabbriche, aumenti salariali, 6 giorni di ferie pagate, miglioramenti per gli straordinari e il lavoro notturno.
Con l'avvento al potere del fascismo, i sindacati operai sono messi fuori legge. Molti sindacalisti vengono uccisi o messi in prigione. Durante la Seconda guerra mondiale, il sindacalismo aderisce alla Resistenza e partecipa alla Liberazione dal nazismo e dal fascismo insieme alle forze armate alleate.
Nel giugno del 1944, il sindacato viene ricostituito con il "patto di Roma" che unisce le principali correnti sindacali: comunista, democratica-cristiana e socialista.
Al I Congresso unitario - ma IX nella numerazione ufficiale - svoltosi nel dicembre 1946, si stabilisce la nuova denominazione in Federazione impiegati e operai metallurgici, lasciando inalterata la sigla.
Nel 1948, la Fiom firma il primo contratto nazionale del comparto metalmeccanico.
Nel frattempo, nel sindacato italiano matura la crisi del patto costitutivo del 1944 e delle alleanze politiche e culturali da esso scaturite; si consuma la divisione che porta alla scissione di una parte della Cgil: nel 1948 nasce la Cisl e nel 1950 la Uil. La Fiom perde una parte considerevole degli iscritti in questo periodo ma, negli anni Sessanta, attraverso una campagna nelle fabbriche e nel territorio, torna ad accrescere il proprio consenso; dentro gli stabilimenti la Commissione interna viene sostituita dalla struttura di rappresentanza, il "Consiglio di fabbrica",
Il 1969 è l'anno delle grandi lotte che si concludono con una grande manifestazione nazionale dei metalmeccanici il 28 novembre, a Roma. A dicembre viene firmato il contratto nazionale. I risultati più importanti: aumenti salariali uguali per tutti, riduzione a 40 ore dell'orario di lavoro a parità di salario, riconoscimento del diritto di assemblea in fabbrica durante l'orario di lavoro, riconoscimento dei rappresentanti sindacali aziendali.
Nel 1972 le organizzazioni metalmeccaniche Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil si uniscono nella Federazione lavoratori metalmeccanici (Flm). Nel 1973 viene firmato un altro importante contratto nazionale in cui si ottengono l'inquadramento unico operai-impiegati su 7 livelli, aumenti salariali uguali per tutti, il riconoscimento del diritto allo studio retribuito (le 150 ore), 4 settimane di ferie.
Nei rinnovi successivi lo spazio negoziale diviene più ampio, aumentano le materie contrattuali così come l'incidenza del sindacato in fabbrica, in particolare sul diritto di informazione sui programmi di investimento e sulle politiche occupazionali delle imprese.
Dalla seconda metà degli anni Settanta, con le grandi ristrutturazioni industriali e una fase politica e sociale favorevole, si cominciano a ridimensionare le conquiste sindacali degli anni precedenti ei i Consigli di fabbrica entrano in crisi come struttura di rappresentanza. Nel 1984 la Flm si scioglie.
Nel 1993 viene firmato dai sindacati, dagli imprenditori e dal governo un accordo in cui vengono definiti nuovi assetti contrattuali che individuano soluzioni per la dinamica degli incrementi ed adeguamenti salariali, in particolare al posto del precedente sistema della contingenza, meccanismo che fino a quegli anni permetteva di adeguare automaticamente i salari agli aumenti del costo della vita. Vengono ribaditi i due livelli di contrattazione: quello nazionale e quello aziendale. Nell'accordo trova conferma la legittimazione a negoziare nel secondo livello, quello aziendale, della Rappresentanza sindacale unitaria struttura di fabbrica, che sostituisce il Consiglio di fabbrica.

La Federazione impiegati e operai metallurgici (Fiom) nasce a Livorno il 16 giugno 1901 come Federazione italiana fra gli operai metallurgici. Ma il sindacato metallurgico italiano è già attivo alla fine dell'Ottocento. In quel periodo nelle principali città industrializzate si formano sezioni operaie che iniziano a lottare per avere migliori condizioni di lavoro, minimo salariale, giornata lavorativa di otto ore, abolizione del cottimo e del lavoro notturno, parità retributiva uomo-donna, regolamentazione dell'apprendistato contro lo sfruttamento dei fanciulli.
Nel 1898 nasce "Il Metallurgico", il giornale operaio che poi diventerà l'organo di stampa della Fiom e si forma il Comitato centrale di propaganda, organismo che lavorerà per la preparazione del Congresso costitutivo della Federazione, congresso a cui parteciperanno 40 sezione operaie.
Nel primo congresso dopo la Prima guerra mondiale, la Fiom conta 47.192 iscritti e 102 sezioni. Inizia la stagione della contrattazione collettiva. Il 20 febbraio 1919 si raggiunge un accordo con l'Associazione industriali di categoria che prevede la riduzione di orario a 8 ore giornaliere e 48 settimanali, il riconoscimento delle Commissioni interne e la loro istituzione in ogni fabbrica; la nomina di una Commissione per il miglioramento della legislazione sociale e di un'altra per studiare la riforma delle paghe e del carovita.
Da parte del padronato si comincia a cercare la prova di forza contro gli operai e il sindacato. Nell'agosto del 1920, quando la trattativa per il miglioramento delle condizioni di vita dei metallurgici viene interrotta, cominciano le serrate. La risposta operaia si concretizza nell'occupazione delle fabbriche che coinvolge più di 400.000 metallurgici in tutta Italia e altri 100.000 di altre categorie. Momenti di tensione, alcuni dei quali sfociano in scontri con morti e feriti, precedono l'accordo del 19 settembre 1920 che prevedeva il riconoscimento del controllo operaio nelle fabbriche, aumenti salariali, 6 giorni di ferie pagate, miglioramenti per gli straordinari e il lavoro notturno.
Con l'avvento al potere del fascismo, i sindacati operai sono messi fuori legge. Molti sindacalisti vengono uccisi o messi in prigione. Durante la Seconda guerra mondiale, il sindacalismo aderisce alla Resistenza e partecipa alla Liberazione dal nazismo e dal fascismo insieme alle forze armate alleate.
Nel giugno del 1944, il sindacato viene ricostituito con il "patto di Roma" che unisce le principali correnti sindacali: comunista, democratica-cristiana e socialista.
Al I Congresso unitario - ma IX nella numerazione ufficiale - svoltosi nel dicembre 1946, si stabilisce la nuova denominazione in Federazione impiegati e operai metallurgici, lasciando inalterata la sigla.
Nel 1948, la Fiom firma il primo contratto nazionale del comparto metalmeccanico.
Nel frattempo, nel sindacato italiano matura la crisi del patto costitutivo del 1944 e delle alleanze politiche e culturali da esso scaturite; si consuma la divisione che porta alla scissione di una parte della Cgil: nel 1948 nasce la Cisl e nel 1950 la Uil. La Fiom perde una parte considerevole degli iscritti in questo periodo ma, negli anni Sessanta, attraverso una campagna nelle fabbriche e nel territorio, torna ad accrescere il proprio consenso; dentro gli stabilimenti la Commissione interna viene sostituita dalla struttura di rappresentanza, il "Consiglio di fabbrica",
Il 1969 è l'anno delle grandi lotte che si concludono con una grande manifestazione nazionale dei metalmeccanici il 28 novembre, a Roma. A dicembre viene firmato il contratto nazionale. I risultati più importanti: aumenti salariali uguali per tutti, riduzione a 40 ore dell'orario di lavoro a parità di salario, riconoscimento del diritto di assemblea in fabbrica durante l'orario di lavoro, riconoscimento dei rappresentanti sindacali aziendali.
Nel 1972 le organizzazioni metalmeccaniche Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil si uniscono nella Federazione lavoratori metalmeccanici (Flm). Nel 1973 viene firmato un altro importante contratto nazionale in cui si ottengono l'inquadramento unico operai-impiegati su 7 livelli, aumenti salariali uguali per tutti, il riconoscimento del diritto allo studio retribuito (le 150 ore), 4 settimane di ferie.
Nei rinnovi successivi lo spazio negoziale diviene più ampio, aumentano le materie contrattuali così come l'incidenza del sindacato in fabbrica, in particolare sul diritto di informazione sui programmi di investimento e sulle politiche occupazionali delle imprese.
Dalla seconda metà degli anni Settanta, con le grandi ristrutturazioni industriali e una fase politica e sociale favorevole, si cominciano a ridimensionare le conquiste sindacali degli anni precedenti ei i Consigli di fabbrica entrano in crisi come struttura di rappresentanza. Nel 1984 la Flm si scioglie.
Nel 1993 viene firmato dai sindacati, dagli imprenditori e dal governo un accordo in cui vengono definiti nuovi assetti contrattuali che individuano soluzioni per la dinamica degli incrementi ed adeguamenti salariali, in particolare al posto del precedente sistema della contingenza, meccanismo che fino a quegli anni permetteva di adeguare automaticamente i salari agli aumenti del costo della vita. Vengono ribaditi i due livelli di contrattazione: quello nazionale e quello aziendale. Nell'accordo trova conferma la legittimazione a negoziare nel secondo livello, quello aziendale, della Rappresentanza sindacale unitaria struttura di fabbrica, che sostituisce il Consiglio di fabbrica.

L'organizzazione:
La rete organizzativa della Fiom prevede, come struttura di base a livello di fabbrica, l'assemblea degli iscritti. Questa potrà dotarsi di un Comitato degli iscritti, struttura con compiti operativi ed esecutivi. Tutti i lavoratori metalmeccanici aderenti alla Fiom e facenti parte dello stesso comprensorio costituiscono poi il sindacato territoriale che è parte integrante a livello confederale della Camera del lavoro territoriale. A loro volta tutti i sindacati territoriali, nell'ambito della stessa regione, costituiscono le Fiom regionali. L'insieme delle Fiom regionali costituisce la Federazione nazionale impiegati e operai metallurgici (Fiom).
Il massimo organismo deliberante della Fiom è il Congresso nazionale mentre, tra un congresso e l'altro (normalmente 4 anni), l'organo di direzione è costituito dal Comitato centrale che si riunisce almeno una volta ogni 3 mesi. Lo Statuto della Fiom prevede anche l'Assemblea nazionale, organismo con potere deliberante. Questa è composta dal Comitato centrale della Fiom più 314 delegati di produzione espressione diretta dei congressi territoriali; è eletta ogni 4 anni.
Altri organi direttivi ed esecutivi nazionali della Fiom sono la Direzione o Comitato esecutivo e la Segreteria nazionale. Quest'ultima è la struttura che attua le decisioni del Comitato centrale e assicura la gestione continuativa della Fiom.
Tutte le norme relative alla struttura organizzativa della Fiom sono contenute nello Statuto della Fiom che è subordinato allo Statuto della Cgil nazionale.

Gli scopi principali perseguiti dalla Fiom consistono:
1) nel difendere gli interessi economici, professionali e morali - collettivi ed individuali - di tutti le lavoratrici e lavoratori metalmeccanici, nel promuovere il progressivo miglioramento delle loro condizioni di vita e nel garantire il rispetto e lo sviluppo dei loro diritti e della loro personalità;
2) nel promuovere l'elevazione professionale e culturale e lo sviluppo delle attività sociali dei lavoratori;
3) nel tutelare la salute e l'integrità dei lavoratori attraverso un'azione costante di intervento e controllo del processo produttivo e dell'ambiente di lavoro affinché la produzione non comporti danni alla salute e all'integrità dei lavoratori, dei cittadini e all'ambiente. E' pertanto compito specifico del sindacato contestare tutti quei processi produttivi che possono arrecare danno, direttamente e indirettamente, alla collettività, all'ambiente e/o alla salute e all'integrità dei lavoratori e dei cittadini;
4) nel promuovere iniziative per la piena occupazione; lo sviluppo equilibrato, anche nei rapporti tra le varie regioni, dell'economia; l'attuazione delle riforme necessarie all'utilizzazione, nell'interesse della collettività, di tutte le risorse, con la piena salvaguardia dell'ambiente e dell'ecologia; la più giusta ripartizione del reddito; il progresso tecnico e scientifico e la sua traduzione in progresso sociale sino all'emancipazione completa del lavoro. In questo ambito é compito della Fiom contribuire a tutte le iniziative che rendano effettivo l'inserimento delle donne dei giovani e delle le lavoratrici e lavoratori migranti nell'attività produttiva e assicurino, in ogni campo di attività, parità di diritti e di condizioni senza alcuna discriminazione;
5) nell'affermare il ruolo fondamentale ed insostituibile che il sindacato dei lavoratori ha nella costruzione e nello sviluppo di una società democratica moderna.
La Fiom si prefigge di realizzare i suoi scopi: mediante l'azione sindacale unitaria delle lavoratrici e lavoratori dell'artigianato e dell'industria metalmeccanica, nell'ambito della Cgil, ricercando i necessari rapporti ed assumendone le opportune iniziative anche con le altre O.S. con le varie componenti sociali e politiche.
Spetta alla Federazione nazionale stipulare i contratti nazionali di lavoro e tutti gli accordi e contratti che hanno interesse nazionale. Le piattaforme rivendicative e le varie azioni sindacali devono essere decise nelle assemblee dei lavoratori e degli organi dirigenti del sindacato. Le intese di massima raggiunte saranno sottoposte all'assemblea dei lavoratori.


Soggetti produttori collegati:
Commissioni interne cantieri navali Franco Tosi e FIOM di Taranto
Confederazione generale italiana del lavoro - CGIL. Federazione impiegati e operai metallurgici - FIOM di Terni
Consiglio di fabbrica della Voxson di Roma
Federazione impiegati e operai metallurgici - FIOM CGIL. Nazionale, Roma


Redazione e revisione:
Kolega Alexandra, 2006/01, prima redazione


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