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Abbazia di Santa Maria della Vangadizza e famiglia d'Espagnac

complesso di fondi / superfondo

Other names:
Archivio Vangadiciense, 1976 -, La denominazione, che riprende quella dell'Ente proprietario, è stata utilizzata per la prima volta dal Soprintendente archivistico per il Veneto con riferimento all'archivio dell'Abbazia di Santa Maria della Vangadizza in alcune relazioni stese nel 1976 ai fini della dichiarazione di notevole interesse storico del fondo. Nel 1987, con l'approvazione della convenzione tra Comune di Badia Polesine e Sodalizio Vangadiciense "per l'istituzione e la gestione dell'archivio storico del Sodalizio", la denominazione è passata a identificare l'intero complesso archivistico sia in atti ufficiali, come l'atto di notorietà relativo alla proprietà dei fondi (atto a rogito del notaio Alessandro Wurzer di Badia Polesine in data 19 luglio 1989 repertorio n. 25980), sia in contesti informativi, a partire dalle pubblicazioni curate dallo stesso Sodalizio.
Archivio del Sodalizio Vangadiciense Guido Mora, 1999 -, Il complesso archivistico è stato intitolato a Guido Mora, primo presidente del Sodalizio Vangadiciense, l'indomani della sua scomparsa avvenuta il 12 gennaio 1999. E' identificato con questa denominazione nei siti del soggetto conservatore e della Regione del Veneto (nella scheda del fondo pubblicata nella sezione dedicata agli archivi che hanno ottenuto il riconoscimento regionale di interesse locale).

First and last date: 996 dic. 26 - 1979

Note to the date: Con documenti in copia dal 954. L'estremo recente è relativo a documenti ancora da ordinare e non compresi nell'inventario del 1999

Consistence: fascc. 2211, regg. 1073, filze 25, voll. 18, vacchette 1323, mazzi 2, quaderni 2, bb. 3, docc. sciolti 167

Archival history: Il complesso archivistico si è formato dopo l'acquisto, nel 1797, della soppressa Abbazia di Santa Maria della Vangadizza di Badia Polesine da parte del conte Giovanni Federico Guglielmo d'Espagnac e la trasformazione del complesso abbaziale in azienda agricola e residenza estiva della famiglia francese. A partire da quel momento e fino agli anni Settanta del Novecento, nei locali dell'ex Abbazia è andata sedimentandosi, accanto all'archivio lasciato dai monaci, documentazione prodotta e raccolta dalla famiglia e dagli amministratori locali delle proprietà d'Espagnac.
Archivio abbaziale e archivio di casa d'Espagnac sono stati oggetto di un primo riordino già nella prima metà dell'Ottocento. L'intervento ottocentesco, opera di un amministratore locale dei d'Espagnac, probabilmente Gianfranco Perini, ha portato alla formazione di raggruppamenti significativi di documentazione, negli strumenti di corredo coevi denominati filze, corrispondenti a partizioni interne ai fondi (attuali serie e sottoserie).
Una rubrica alfabetica del 1852, dove si trovano descritti numerosi documenti con l'indicazione della filza e del fascicolo di appartenenza, attesta che a quella data l'intervento era già concluso.
La sistemazione in filze, 31 in totale, ha incluso gran parte della documentazione relativa all'amministrazione dei beni d'Espagnac prodotta fino alla metà degli anni Novanta dell'Ottocento circa (il criterio di ordinamento in filze è rimasto infatti in uso ben oltre la metà del XIX secolo) e una parte dell'archivio dell'ex Abbazia della Vangadizza.
Nel tempo il complesso ha subito la perdita, documentata, di parte dell'archivio abbaziale, donata all'Archivio di Stato di Modena nel 1890, e di parte dell'archivio di famiglia, donata al medesimo Istituto nel 1917. Inoltre, nel 1839 quattro buste di atti notarili sono state depositate all'Archivio notarile distrettuale di Rovigo (oggi conservate all'Archivio di Stato di Rovigo).
Altri documenti, a gruppi o singolarmente, sono poi fuoriusciti dai fondi in epoca imprecisata, come prova la donazione fatta al Sodalizio Vangadiciense nel 2017 da un privato, erede di un amministratore dei beni dell'Abbazia della Vangadizza, di alcuni documenti provenienti dall'archivio abbaziale.
Sulla storia conservativa recente del complesso archivistico ha inciso in maniera determinante l'istituzione a Badia Polesine, nel 1970, del Sodalizio Vangadiciense, che ha tra i propri fini quello di promuovere ricerche e studi sulla storia dell'Abbazia di Santa Maria della Vangadizza.
Grazie all'impegno profuso dai fondatori del Sodalizio per la salvaguardia delle carte vangadizzesi il complesso archivistico è stato riconosciuto di interesse storico dalla Soprintendenza archivistica per il Veneto, con due successivi provvedimenti notificati all'allora proprietario Michele de Rostolan, inventariato e valorizzato.
Il 15 settembre 1972 è stato dichiarato di notevole interesse storico l'archivio di casa d'Espagnac mentre l'archivio dell'Abbazia è stato dichiarato di notevole interesse storico con provvedimento dell'11 giugno 1976.
Pochi anni dopo entrambi i fondi sono pervenuti al Sodalizio Vangadiciense come dono: il 5 novembre 1977 l'archivio abbaziale, donato da Michele de Rostolan, e il 29 agosto 1980 l'archivio di famiglia, donato dagli eredi del Conte.
Negli anni immediatamente successivi alla donazione la documentazione è stata conservata dal presidente Guido Mora nella sua abitazione a Badia Polesine, in attesa di individuare una sede per il Sodalizio.
Nel 1987 Sodalizio e Comune di Badia Polesine hanno approvato una convenzione "per l'istituzione e la gestione dell'archivio storico del Sodalizio stesso consistente in atti e documenti della soppressa Abbazia della Vangadizza", in base alla quale spetta all'ente comunale il pagamento degli oneri di gestione della documentazione.
Con l'inaugurazione, nel 1996, della sede del Sodalizio presso l'ex Abbazia della Vangadizza, nel frattempo acquistata dal Comune di Badia, il complesso archivistico ha fatto ritorno, definitivamente, nel luogo dove due secoli addietro si era formato.
I locali di conservazione sono stati allestiti con scaffalature e tavoli per la consultazione grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che ha promosso e finanziato anche l'inventariazione del complesso archivistico e l'organizzazione della mostra I mille anni della Vangadizza. Storia e storie di una grande Abbazia (allestita nel 1998 - 1999 a Palazzo del Monte a Padova, prima, e a Palazzo Roncale a Rovigo, poi).
Il complesso archivistico è stato descritto, riordinato e condizionato tra il 1996 e il 1999 da Camillo Corrain, già presidente del Sodalizio, e da Alessandro Righini, archivista della Cooperativa di ricerca e consulenza storica di Bologna.
Nel corso dell'intervento sono stati sostituiti i contenitori in precario stato conservativo e sono state fascicolate le carte sciolte, all'interno di cartelline colorate. La parte dell'inventario relativa alle pergamene dell'archivio della Vangadizza è stata data alle stampe nel 1999.
Il primitivo progetto del Sodalizio di pubblicare l'intero inventario è stata invece abbandonata, forse anche per l'insorgere di problemi di obsolescenza del software utilizzato (History versione 2, sviluppato dalla Regione Lombardia nell'ambito del progetto Sesamo), che impedivano di apportare modifiche alla descrizione archivistica.
Nel 2017 è stato compilato un elenco di consistenza relativo a 39 buste di documentazione (cosiddetta Miscellanea ottocentesca) rimaste escluse dal riordino del 1996 - 1999, per ragioni che ignoriamo. L'ipotesi che la documentazione sia sfuggita all'attenzione di Corrain e Righini appare semplicistica, tenuto conto della consistenza dei materiali.
A questa documentazione ancora da ordinare vanno aggiunte circa 85 cartelle e 5 buste individuate in occasione della visita ispettiva effettuata dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica del Veneto e del Trentino Alto Adige il 19 marzo 2019, del tutto prive di strumenti di accesso, fatta eccezione per alcune unità, descritte da Giovanni Comisso, attuale presidente del Sodalizio, in elenchi manoscritti. Si auspica la realizzazione, in un prossimo futuro, di un intervento che consenta di ricondurre tale documentazione alle pertinenti serie archivistiche e di aggiornare l'inventario.
L'Archivio del Sodalizio Vangadiciense, come viene spesso denominato pur non avendo alcuna relazione con l'archivio istituzionale del conservatore, è stato intitolato nel 1999 a Guido Mora e riconosciuto di interesse locale dalla Regione del Veneto, in base alla legge regionale 5 settembre 1984, n. 50, l'8 marzo 2010.
Tra la metà di maggio 2016 e il mese di febbraio 2017, la documentazione è stata spostata dal piano terra al sottotetto dell'Abbazia, per consentire la realizzazione di lavori di recupero e riqualificazione del complesso monumentale della Vangadizza, avviati nel 2004 e tuttora in corso.
Tra la primavera e l'estate del 2017 il complesso archivistico ha trovato una sistemazione definitiva in due stanze ubicate al piano primo, lato sud-est dell'ex Monastero, dove sono stati trasferiti anche gli arredi.
Dei numerosi studi condotti sui documenti da storici, ricercatori e dai membri del Sodalizio, a partire dagli anni Settanta, hanno dato conto i contributi pubblicati negli "Atti e memorie del Sodalizio Vangadiciense" e sulla rivista "Wangadicia".


Description: Il complesso archivistico conserva fondi diversi, prodotti o acquisiti tra il 1797 e i primi anni Settanta del Novecento dalla famiglia francese d'Espagnac:
- archivio dell'Abbazia di Santa Maria della Vangadizza di Badia Polesine, con documentazione dalla fine del X secolo al 1808;
- archivio di casa d'Espagnac, costituito in prevalenza da documentazione di natura amministrativa e contabile otto-novecentesca, riguardante la gestione dei possedimenti italiani della famiglia a Badia Polesine (Rovigo), San Benedetto Po (Mantova) e Sassuolo (Modena);
- carte personali di membri della famiglia d'Espagnac: Carlo Amabile (1788 - 1873), Carlo Onorato (1842 - 1914), Elena Paris d'Espagnac (1810 - 1886), Caterina de Tourcy Fournier d'Espagnac (1879 - 1957);
- fondi personali degli ultimi due amministratori dei beni dell'ex Abbazia della Vangadizza: Pietro Sghedoni (1897 - 1949 post quem) e Gian Maria Palladini (secondo quarto sec. XX - 1972 post quem).

Organization: La struttura logica del complesso archivistico è stata definita in occasione del riordino del 1996 - 1999, sulla base degli esiti della ricognizione preliminare che ha evidenziato la presenza di più fondi archivistici, riconducibili a soggetti produttori diversi.
Il riordino dei singoli fondi ha tenuto conto dei criteri di gestione e organizzazione delle carte adottati dai rispettivi produttori, ricostituiti facendo riferimento agli strumenti di corredo antichi e alle segnature presenti sui documenti.
Per quanto riguarda l'archivio della famiglia d'Espagnac è stato consolidato l'ordinamento ottocentesco mentre ai fini del riordino dell'archivio dell'Abbazia di Santa Maria della Vangadizza è stata recuperata l'originaria organizzazione data alle carte dei monaci.
I nuclei documentari non ordinati in origine sono stati sistemati secondo criteri logici, coerenti con gli ambiti di attività dei produttori e con le modalità di organizzazione utilizzate dagli stessi per documentazione simile.
Per la sistemazione delle unità archivistiche afferenti alle varie serie si è tenuto conto, ove presente, della sequenza originaria delle carte.
La documentazione non riconducibile a serie archivistiche originali o create in occasione del riordino è stata raggruppata in miscellanee, sistemate in coda alle altre serie.

Information on numbering items: Ciascun fondo del complesso archivistico è identificato da una propria numerazione di corda, unica e progressiva per le unità di conservazione e i registri non condizionati che lo compongono.

Finding aids:
Abbazia di Santa Maria della Vangadizza e famiglia d'Espagnac, Miscellanea otto-novecentesca. Elenco
I mille anni della Vangadizza: inventario delle pergamene - I: Le pergamene
Abbazia di Santa Maria della Vangadizza e famiglia d'Espagnac. Inventario

Finding aid in the fond: - "Protocollo n. 15, 1852, descrizione ed inventario di quanto il signor Gianfranco Perini è venuto di consegnare al di lui successore nell'amministrazione de' beni dell'ex Abbazia Vangadizza signor Domenico Mundadori" (conservato in d'Espagnac, Amministrazione dell'Abbazia di Santa Maria della Vangadizza di Badia Polesine, Filza XXVIII amministrazione Mundadori, Amministrazione Mundadori - nomina, carteggio, amministrazione, n. inventario 103). Tra i beni consegnati al nuovo amministratore nel 1852 figurano anche documenti d'archivio; - "Minuta elenco documenti" (conservato in d'Espagnac, Amministrazione dell'Abbazia di Santa Maria della Vangadizza di Badia Polesine, Filza XXVI amministrazione Guerrato, n. inventario 35). Si tratta di un registro, posteriore al 1862, che elenca investiture ed instrumenti compresi tra il 1214 e il 1862; - "Oggetti inventariati 1873" (conservato in d'Espagnac, Amministrazione dell'Abbazia di Santa Maria della Vangadizza di Badia Polesine, Filza XXXI amministrazione Casolari, Amministrazione Casolari carteggio e amministrazione, n. inventario 10000). Si tratta di un inventario dei beni mobili presenti nei locali dell'Abbazia, redatto nei mesi di maggio - luglio 1873, che comprende un indice di "registri, carte e documenti", con l'indicazione della loro collocazione e organizzazione; - "Amministrazione d'Espagnac registro di movimento documenti ed altro" (conservato in d'Espagnac, Amministrazione dell'Abbazia di Santa Maria della Vangadizza di Badia Polesine, Registri diversi, n. inventario 4). Nel registro risultano annotati il prestito e la restituzione di documenti dell'archivio negli anni 1878 - 1882.

The documents were created by:
Abbazia di Santa Maria della Vangadizza
d'Espagnac
de Rostolan Michele

The documents are kept by:
Sodalizio Vangadiciense


Editing and review:
Mariani Ilaria, 2020/04/14, prima redazione
Rocco Patrizia, 2020/07/07, supervisione della scheda


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