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De Gregorio

Luogo: Palermo
sec. XV - sec. XX

Marchesi del Sacro Romano Impero e del Parco Reale

Intestazioni:
De Gregorio marchesi, Palermo, XV - XX, SIUSA

La famiglia De Gregorio, marchesi del Sacro Romano Impero e del Parco Reale, trae origine da un esponente della famiglia De Gregorio, Onofrio, feudatario tirolese vissuto nel X secolo, Signore di Bolzano al tempo dell'imperatore Corrado I.
Successivamente i fratelli Alberto, Corrado e Viperino De Gregorio sarebbero giunti in Sicilia al seguito dell'Imperatore Arrigo VI; Alberto venne nominato giustiziere di Messina dando origine alla discendenza messinese.
La famiglia conseguì poi i titoli di principe di Sant'Elia e di San Teodoro, di duca di Tremestieri, di Noja e di Sorrentino, di marchesi di Poggio Gregorio, del Sacro Romano Impero, di Trentino, di Selvarotta, di Vallesantoro, di Squillace, di Parcoreale e di San Marcellino, numerose baronie, iscrizioni nei ruolini feudali del corpo militare implicanti la qualifica di miles o di regio miles, castellanie, signorie, cittadinanze nobili onorarie. Inoltre più di trenta personalità della famiglia De Gregorio hanno fatto parte dell' Ordine dei Cavalieri di Malta.
Nel corso dei secoli la famiglia De Gregorio ha espresso una lunga serie di personaggi che raggiunsero preminenza nella diplomazia internazionale, nella politica, nella Chiesa Cattolica e nell'ambito degli intellettuali; tra questi si ricorda Pietro De Gregorio, giudice alla Corte Stratigoziale nel 1504. Successivamente fu nominato maestro notaro ad vitam.
Fu giudice della Gran Corte nel 1509 e sostituì Aloisio Sanchez nella carica di Protonotaro del Regno. Nel 1516 fu coinvolto nelle vicende del vicerè Ugo Moncada, che, costretto a lasciare Palermo dopo la morte di Ferdinando il Cattolico a causa di una sollevazione cittadina, si rifugiò a Messina.
Il De Gregorio perorò la sua causa con l'alta aristocrazia e venne designato quale ambasciatore per conto della nobiltà messinese a Bruxelles. Dell'orazione pronunciata in quell'occasione, andata persa nell'incendio che interessò l'Archivio Comunale di Messina, rimane la trascrizione di Domenico Gallo negli Annali messinesi.
Il ramo della famiglia marchesi del Sacro Romano Impero e del Parco Reale trae origine da Camillo de Gregorio, nato a Palermo il 12 settembre 1727 da Giovanni, Marchese del Sacro Romano Impero e da Giovanna Terranova da Trapani. Camillo De Gregorio, investitosi del titolo di Marchese della Rocca il 1° settembre 1764 per acquisto del titolo da Tommasa Valdina, si investì il 15 gennaio 1765 del titolo di Marchese di Parco Reale.
Tra i discendenti ricordiamo: Emanuele De Gregorio dei marchesi di Squillace, cardinale, che fu collaboratore di Pio VII.
Ricoprì le cariche di segretario della Congregazione deputata di governo e di esaminatore dei vescovi.
In seguito alla seconda occupazione francese di Roma, fu inviato a Parigi e lì incarcerato con l'accusa di tramare a favore della Chiesa tradizionale.
Una volta liberato, nel 1814, rimase a Parigi per negoziare la restituzione del patrimonio archivistico vaticano e dei tesori papali trafugati all'Italia dalle truppe napoleoniche: riuscì nell'impresa, recuperando anche l'anello piscatorio e la tiara papale. Si conserva un epistolario del cardinale Di Gregorio della prima sezione dell'archivio di famiglia.
Francesco fu senatore di Messina tra il 1741 e il 1772. Leopoldo fu governatore della Tavola pecuniaria di Messina nel 1735-36, senatore di detta città nel 1738-39, Segretario di Stato, tenente generale degli eserciti di Spagna e gentiluomo di camera di re Carlo III, gran prefetto del supremo magistrato del Commercio e della Regia Giunta del tabacco, maestro razionale del Tribunale del Real Patrimonio, cavaliere del Real Ordine di San Gennaro, nel 1743 ottenne dal duca di Modena Francesco III il titolo di marchese di Trentino e nel 1746 quello di marchese del Sacro Romano Impero e da re Carlo III di Napoli il titolo di marchese di Valle Santoro. Giovanni fu senatore di Palermo nel 1750-51.
Francesco, figlio di Leopoldo marchese di Squillace, fu Regio Secreto di Messina, Amministratore Generale del Diritto delle Sete in Sicilia, Cavaliere dell'Ordine di Malta, gentiluomo di camera di re Ferdinando IV di Borbone, con privilegio dato il 9 settembre 1758, nominato Maestro Razionale di Cappa Corta del Tribunale del Real Patrimonio e il 17 giugno 1760 ottenne l'investitura del titolo di principe di S. Elia. Giuseppe fu console nobile di mare e terra di Messina nel 1801-1802.
Con decreti ministeriali dell'11 giugno e del 2 novembre 1882 vennero riconosciuti i titoli di marchese del Parco Reale e di marchese (quest'ultimo trasmessibile a tutti i maschi) a Camillo De Gregorio e Stazzone.
Questo sposò in prime nozze Letteria Brunaccini dei principi di San Teodoro.
Da queste nozze nel 1855 nacque Antonio, dottore in scienze naturali, marito di Francesca Vanni dei duchi d'Archirafi. Di quest'ultimo si conserva nella sezione terza del fondo un ricco epistolario, testimonianza del suo fervore intellettuale, che lo portò ad approfondire gli interessi più vari: la musica (compose, infatti, musica da camera e romanze), la fisica, la paleontologia, la mineralogia, la zoologia, la geologia. Fu proprietario, oltrechè ideatore, della rivista "Il Naturalista Siciliano", membro della Commissione geologica ed editore e finanziatore della rivista "Annales de geologie et de paleontologie". Pubblicò anche svariati studi sull'agricoltura siciliana, in particolare sulla coltivazione del pompelmo. Morì nel 1930.
Gli altri figli di Camillo e Letteria furono: Giacomo, dottore in lettere e filosofia, docente in dialettologia nella R. Università di Palermo; Paolo, dottore in giurisprudenza, Segretario di legazione di 1ª classe, Cavaliere Ufficiale Mauriziano e della Corona d'Italia; Maria Anna; Francesco, capitano d'artiglieria; Cecilia; Leopoldo, dottore in giurisprudenza, avvocato erariale; Alfonsina e Maria Concetta.
Camillo sposò poi in seconde nozze Rosalia Anfossi dei marchesi di S. Onofrio, dalla quale ebbe Maria. Morì il 14 gennaio 1901.


Albero genealogico:
http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/bibliotecacentrale/mango/indicemango.htm#D

Complessi archivistici prodotti:
De Gregorio, famiglia (fondo)


Bibliografia:
F. M. EMANUELE E GAETANI DI VILLABIANCA, Della Sicilia nobile, Palermo 1759
F. SAN MARTINO DE SPUCHES, Storia dei feudi e dei titoli nobiliari di Sicilia, Palermo 1924
V. PALAZZOLO GRAVINA, Il Blasone in Sicilia, Palermo 1871

Redazione e revisione:
Casesi Giorgia - direzione lavori Romano, 2009/03/10, prima redazione


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