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Strozzi ramo di Filippo di Pagno

Luogo: Firenze
sec. XIV - 1569

Intestazioni:
Strozzi ramo di Filippo di Pagno, Firenze, sec. XIV - 1569, SIUSA

Filippo di Pagno Strozzi (+ ante 1334), chiamato più volte al priorato delle arti di Firenze a partire dal 1306, sposò Biccia di Mariano Trinciavelli. Il figlio Giovanni, condottiero della cavalleria fiorentina, sposò Antonia Berti ed ebbe tre figli. Il terzogenito Leonardo fu priore delle arti a partire dal 1373 e podestà di Pescia nel 1375. Uno dei figli di questi, Caroccio, fu ambasciatore fiorentino in Ungheria nel 1375 e padre di Benedetto nel 1415 capitano del popolo di Pistoia e a sua volta padre di Filippo, presidente della Congregazione dei Buonomini nel 1441 e marito di Nannina Tedaldi. Il secondogenito Ludovico sposò una certa Marietta ed ebbe Giovanfrancesco, Francesca, sposa di Raffaello Viaviani, e Zanobi che prese in moglie Oretta di Taddeo di Agnolo Gaddi nel 1502 e morì giovane, nel 1519. La coppia aveva avuto tre figli: Antonio (n. 1505), Ludovico e Taddeo, e due figlie: Dianora monacata presso il Convento delle Murate, e Smeralda (+ 1548) rimasta vedova di Bernardo di Simone Niccolini e sposa in seconde nozze nel 1531 di Giovanni di Raffaello Bonsi, da cui ebbe i figli Pietro Paolo e Oretta, morta appena un anno dopo le nozze con Giovanni di Bernardo Tempi.
Ludovico e Taddeo, orfani di padre, furono presi sotto l'ala protettrice dei potenti zii Sinibaldo, Giovanni, Niccolò e Luigi Gaddi. Per loro, Ludovico sin dal 1535 si trasferì nelle Marche, a Fermo e a Macerata, dove gli zii intrecciavano i loro affari nel commercio dei grani e nella gestione dei banchi di Roma e di Firenze e nell'ufficio della tesoreria delle Marche che Giovanni e Luigi Gaddi esercitarono per il papa. Taddeo Strozzi gravitava invece a Firenze, risiedendo nel suo palazzo situato al Canto dei Tornaquinci "rincontro alli Strozzi" e frequentando il Battiloro dei Gaddi. Egli rivestì inoltre cariche pubbliche per il governo mediceo, fu vicario di San Giovanni Valdarno nel 1562, vicario di Vicopisano fra 1564 e 1565, doganiere di Castelfiorentino fra 1565 e 1566 e signore della Zecca nel 1568. Ludovico nel 1545 aveva sposato Camilla di Tommaso Alamanni e, non avendo avuto figli, nel 1552 anche il fratello Taddeo si sposò, con la sorella della cognata Camilla, Maria Alamanni. Nel '69, alla morte di Ludovico, Taddeo fece testamento destinando i beni del proprio ramo degli Strozzi ai discendenti del fratello della moglie, Andrea Alamanni.
Arme: "D'oro alla fascia di rosso caricata di tre crescenti volti in banda d'argento".


Albero genealogico:
Gli Strozzi sono famiglia fiorentina di origini mercantili che prese nome da Strozza di Ubertino (+ 1303) e che ottenne grandi ricchezze. Dai figli e dai nipoti di Strozza presero avvio innumerevoli rami della famiglia che a loro volta, nel giro di poche generazioni, si suddivisero ulteriormente.

Per saperne di più:
Blasoni delle famiglie toscane descritte nella Raccolta Ceramelli Papiani

Complessi archivistici prodotti:
Strozzi Alamanni, famiglia. Corrispondenza (fondo)


Fonti:
ASFi, Ceramelli Papiani, n. 4515
ASFi, Raccolta Sebregondi, n. 5083

Bibliografia:
Vittorio Spreti, "Enciclopedia storico-nobiliare italiana", vol. I-VI, 1-2 (appendici), Milano 1928-1956, 491-497

Redazione e revisione:
Romanelli Rita, 2011/12/18, prima redazione


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