Tasti di scelta rapida del sito: Menu principale | Corpo della pagina | Vai alla colonna di sinistra

Colonna con sottomenu di navigazione


Contenuto della pagina


Guida on-line agli archivi non statali
Menu di navigazione

Home » Ricerca guidata » Soggetti produttori - Persone » Soggetto produttore - Persona

Martini Giambattista

Bologna 1706 apr. 25 - Bologna 1784 ott. 3

musicista
frate dell'Ordine dei Frati Minori Conventuali, 1722 set. 11 - 1784 ott. 3

Intestazioni:
Martini Giambattista, musicista, (Bologna 1706 - Bologna 1784), SIUSA

Altre denominazioni:
Martini Giovanni Battista

Giovanni Battista Martini nacque a Bologna il 25 aprile 1706 da Antonio Maria e Domenica Maria Felici. Il padre violinista gli insegnò i primi rudimenti musicali del violino e del violoncello, si perfezionò in canto sotto la guida di Francesco Antonio Pistocchi; studiò contrappunto (ossia l'alta composizione) con Predieri, Riccieri e Giacomo Antonio Perti, maestro di cappella della basilica di S. Petronio; gli studi morali e religiosi furono invece affidati alla Congregazione dell'Oratorio di S. Filippo Neri. Entrato in convento nell'Ordine dei frati minori conventuali di S. Francesco il 20 gennaio 1721, l'8 settembre dello stesso anno, vestito l'abito religioso, andò a Lugo di Romagna per compiervi il noviziato; professati i voti l'11 settembre 1722, rientrò a Bologna. In convento si dedicò alla filosofia, alle matematiche e allo studio della musica teorica e pratica, a soli 19 anni nel 1725 divenne maestro di cappella nella basilica di S. Francesco. Il 24 febbario 1729, presi gli ordini minori, fu ordinato sacerdote.
Il Martini trascorse quasi interamente la vita a Bologna allontanandosene solo pochissime volte e per dirigere musiche di sua composizione.
Il sapere e le doti umane - riservatezza, semplicità, modestia, gaiezza, disponibilità- si coniugarono alla perfezione nella didattica, il Martini infatti insegnò composizione in convento per quasi cinquant'anni durante i quali formò più di un musicista divenuto poi celebre e il suo insegnamento ebbe risonanza europea. Alcuni soggiornavano a Bologna per poco tempo e soprattutto studiavano con padre Martini per conseguire la patente filarmonica, riconoscimento ufficiale rilasciato dall'omonima accademia bolognese, altri si trattenevano per anni per imparare i segreti del mestiere: tra gli italiani si ricordano padre Giuseppe Paolucci, L.A. Sabbatini, Giovanni Marco Rutini di Firenze, abbate Bernardo Ottani, Niccolò Jommelli e Stanislao Mattei, allievo prediletto che ne continuò l'attività di insegnamento; mentre tra gli allievi provenienti da altri paesi europei si ricordano J.Chr. Bach e W.A. Mozart.
Divenuto un'autorità in materia, ammirato per la sua cultura e conoscenze, per la sua dottrina acquisita nell'attività di storiografo, didatta e compositore, fu in più di una occasione richiesta la sua opinione in contese musicali, per dirimere controversie, perfezionare la tecnica musicale e confrontare il sapere, numerosi coloro che fecero tappa a Bologna appositamente per incontrarlo e conoscerlo, tra gli altri il compositore e storico della musica inglese Charles Burney, se non altro per vedere la sua collezione di libri, di manoscritti preziosi e di musica d'ogni genere che costituiva la biblioteca più ricca che un musicista avesse mai messo insieme.
Nel 1758 si aggregò sia all'Accademia delle scienze sia all'Accademia Filarmonica di Bologna - nonostante per statuto non vi fossero ammessi i religiosi regolari - divenendone tre anni più tardi anche «definitore perpetuo», ossia arbitro di questioni musicali, il sodalizio terminò nel 1781, quando il M. rassegnò le dimissioni. Nel 1776 fu accolto in Arcadia, ove assunse il nome di Aristosseno Anfioneo. Dal 1780, infine, divenne accademico filarmonico ducale alla corte di Modena.
Il Martini morì a Bologna il 3 ottobre 1784. Le esequie vennero celebrate nella basilica del suo convento, S. Francesco, dove fu eseguita una messa da requiem composta da Zanotti e tumulato nella locale tomba dei padri maestri.
Il Martini, una delle personalità più stimate e famose del Settecento musicale europeo, intrattenne rapporti epistolari con ammiratori, ex-scolari, conoscenti, eruditi, i musicisti militanti di mezzo mondo, con principi e personaggi distinti che gli testimoniavano attaccamento e deferenza, tra questi il re di Prussia Federico II, la principessa di Sassonia Maria Antonietta, Federico Guglielmo, principe ereditario di Prussia, il papa Clemente XIV.
Dei suoi scritti, che comprendono numerose opere d'interesse storico e teorico, si segnala "La Storia della musica" (I, Bologna 1757 [ma 1759] con dedica a Maria Barbara di Braganza, moglie di Ferdinando VI re di Spagna; II, ibid. 1770, con dedica a Carlo Teodoro di Baviera; III, ibid. 1781, con dedica a Ferdinando IV di Borbone re delle due Sicilie), a cui è legata la sua fama di erudito, rimasta incompiuta al quarto tomo di cui restano gli abbozzi; e per l'attività di teorico "L'esemplare, o sia Saggio fondamentale pratico di contrappunto" in due tomi dedicati al contrappunto su canto fermo e fugato (Bologna, 1774 e 1775-76), concepiti allo scopo d'illustrare le competenze necessarie per essere accolti nell'Accademia filarmonica, dopo che l'entrata in vigore delle nuove regole nel 1773, promosse dal Martini stesso, aveva reso la prova d'esame più complessa e selettiva. Le sue opere musicali, invece, perlopiù composte per la basilica di S. Francesco e in gran parte rimaste manoscritte, sono state stimate in oltre 700 pezzi sacri (tra messe, parti di messa, pezzi per l'ufficio e mottetti concertati o a cappella), oltre a un migliaio di canoni, solfeggi a voce sola e a più voci (con e senza strumenti), 32 cantate, 22 arie e numerosi duetti e terzetti, 5 intermezzi e altre musiche di scena, 5 oratori, oltre a un centinaio di sonate per strumenti da tasto, 24 sinfonie, una dozzina di concerti, e moltissima altra musica strumentale. I manoscritti originali delle sue composizioni musicali, che si connotano per essere sintesi tra il tardo Barocco e il primo Classicismo unendo il rigore del contrappunto ad un lirismo espressivo, sono conservati per la maggior parte a Bologna, ma anche ad Assisi, a Bergamo e Regensburg.


Per saperne di più:
Gio. Battista Martini. Storia della musica

Complessi archivistici prodotti:
Martini Giambattista (fondo)


Bibliografia:
P. MIOLI, Padre Martini. Musicista e musicografo da Bologna all’Europa (1706-1784), Lucca, Libreria musicale italiana, 2006
E. PASQUINI, Martini, Giambattista, in Dizionario biografico degli italiani, vol. LXXI, Roma, Istituto della Enciclopedia italiana, 2008, pp. 223 - 228 (DBI, Martini Giambattista, vol. 71, versione on line)

Redazione e revisione:
Menghi Sartorio Barbara, 2011/11/26, prima redazione


icona top