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Giorgini Vittorio

Firenze 1926 mag. 9 - Firenze 2010 feb. 19

Architetto, 1950 - 2010

Intestazioni:
Giorgini, Vittorio, architetto, (Firenze 1926 - Firenze 2010), SIUSA

Vittorio Giorgini nasce a Firenze nel 1926 e si forma nel fervido clima culturale della Firenze degli anni '50 che vede fra i protagonisti anche il padre Giovanni Battista, primo promotore della moda italiana all'estero. Già prima della laurea ha modo di collaborare con Franco Zeffirelli per il Maggio Musicale e in allestimenti e scenografie per le sfilate di moda e le feste ad esse collegate.
Subito dopo la laurea (1957), è attivo a Roma, nello studio di Claudio Longo dove frequenta vari esponenti della cultura e dell'architettura romana, fra cui Luigi Moretti. Tornato a Firenze apre lo studio inizialmente assieme a Walter Di Salvo, per poi proseguire da solo l'attività professionale.
Nel 1957 realizza 'casa Esagono' a Baratti e nel 1959 il singolare allestimento della galleria d'arte "Quadrante" a Firenze, basati entrambi sullo studio delle forme della natura a cui l'architetto si dedica ininterrottamente dalla metà degli anni '50. In questa linea si colloca la Casa Saldarini di Baratti (1962) che gli valse l'invito alla "Prima Triennale Itinerante d'Architettura Italiana Contemporanea" (Firenze, 1965) dove espone il 1° Manifesto di Spaziologia (termine che racchiude quella che per Giorgini vuole diventare una disciplina dalla quale partire per la definizione di un linguaggio architettonico garante di innovazione tecnologica), accanto ad architetti della nuova generazione come Gregotti, Viganò, Savioli, Ricci, Portoghesi, Dardi, Castiglioni, Canella ed altri. Nello stesso anno, assieme ad Agnoldomenico Pica, e con la collaborazione di Luigi Terragni, è a Tokio per allestire la mostra "Italia 1965. Architettura. Produzioni d'arte".
Nel 1968, in occasione della personale tenuta a Ferrara nel Palazzo dei Diamanti, Giorgini propone il 2° Manifesto di Spaziologia che tratta l'analisi dei rapporti tra progettazione classica e progettazione della natura.
Nel 1969, dopo un'intensa attività professionale durante la quale collabora, fra gli altri, con lo stesso Savioli, con Ludovico Quaroni e con Edoardo Detti, prosegue negli Stati Uniti il suo impegno progettuale, conducendo l'attività di docente nella "School of Architecture" del Pratt Institute di New York.
Agli inizi degli anni '70 espone gli ultimi risultati del proprio lavoro progettuale alla Columbia University, all'Howard Wise (dove presenta il 3° Manifesto di Spaziologia), alla Syracuse University ed al Columbus Museum.
Nel 1975, in occasione del congresso mondiale sull'energia denominato "On Site", presenta il 4° ed ultimo Manifesto di Spaziologia.
Nel 1978 è presente alla Biennale di Venezia e l'anno successivo al Museum of Modern Art di New York alla mostra che ha per tema "Trasformazioni nell'architettura moderna".
Nel 1982 il National Institute for Architectural Education promuove l'esposizione degli ultimi progetti giorginiani basati su strutture leggere di maglie spaziali simmetriche ed asimmetriche. Qui troviamo l'Interstate Highway Oasis Prototype del 1973, Machu Picchu del 1976, il progetto del quartiere Roosvelt Island a New York e Biscayne Bay a Miami del 1976, South Street Seapoint Housing del 1978 ed infine Hydropolis del 1981 e Walking Tall del 1982, che rappresentano esempi di coraggiosi interventi sul tessuto urbano di Manhattan.
Del 1984 è il progetto Genesis per New York.
Nel 1990 partecipa con l'architetto Claudio Cantella al concorso per il Patent Office all'Aia.
Del 1993 è l'ultimo significativo progetto statunitense: River Crane per New York.
Nel 1995 l'Arca edizioni pubblica "Spaziologia. La morfologia delle scienze naturali nella progettazione", presentato a New York da Kenneth Frampton, primo testo completo della ricerca giorginiana.
Nel 1996 rientra a Firenze.
Nell'ultimo decennio approfondisce la ricerca già avviata negli anni '70 inerente lo studio di soluzioni legate ai problemi dei trasporti urbani, del traffico e delle infrastrutture. In questo quadro si inseriscono i progetti per le monorotaie leggere, per il ponte di Messina e le canalizzazioni sotterranee per le città.
Il suo principale interesse è rivolto, da circa sessanta anni, all'osservazione delle strutture naturali considerate come dei modelli in grado di fornire indicazioni utili per la definizione di nuove soluzioni progettuali.
Molto importanti e significativi sono stati nella sua carriera i rapporti e le influenze con gli ambienti artistici e intellettuali. Ha stretto amicizie e frequentazioni, tra gli altri, con Vinicio Berti, Emilio Vedova, Antonio Bueno, André Bloc, Isamu Noguchi, Aurelio Ceccarelli, Tano Hokamoto, Salvatore Scarpitta, Renzo Capezzuoli, Robert Rauschenberg (a cui si avvicina partecipando al movimento da lui fondato "Experiments in Art and Technology"), Lilian Kiesler, Mario Mariotti, Alejandro Otero, Robert Sebastian Matta e Gordon Matta-Clark. A New York, nel breve periodo che frequenta il "salotto" di Priscilla Morgan, ha modo di conoscere Mark Rothko, Andy Wharol, Christo, Gian Carlo Menotti e Leo Castelli. Per varie vicissitudini entra in rapporti con Buckminster Fuller, Paolo Soleri, Thomas Hoving (ex direttore del Metropolitan Museum), Fred Coe (regista e produttore televisivo che diede ospitalità a Vittorio nei primi tempi in cui questi arrivò a New York), Willem Dafoe (vicino di casa in Wooster Street a Soho). Tra gli intellettuali si ricordano le amicizie con Emilio Villa, Marcello Ceccarelli, Peter Blake e Roberto Vacca, e fra gli architetti i rapporti con Giovanni Michelucci, Giovanni Klaus Koenig, Mario Bigongiari, Franco Borsi, Leonardo Ricci, Leonardo Savioli, Craig Elwood, Paul Rudolph, John Johansen, Haresh Lalvani, Paolo Riani ma anche con Frank Lloyd Wright e Richard Neutra.
Attento al dibattito architettonico contemporaneo ha partecipato a numerosi concorsi ed è stato più volte invitato a convegni internazionali, accanto a Norman Foster, Richard Rogers, Renzo Piano e a molti altri.
L'attenzione critica sul suo lavoro è cresciuta negli ultimi anni, a partire dalla monografia a lui dedicata da Marco Del Francia nel 2001. Nel 2002 il Centre Pompidou di Parigi e il FRAC Centre di Orléans acquisiscono per le proprie collezioni permanenti 17 modelli architettonici facenti parte del suo archivio.
L'anno seguente riceve il Premio Pro Bonis Artibus dall'Accademia Florentia Mater di Firenze e il premio per il progetto più originale al concorso per la progettazione della nuova torre civica di Scarlino.
Nel 2004 è nominato membro accademico dell'Accademia delle Arti e del Disegno di Firenze.
Nel 2005 alcuni suoi lavori sono esposti in Giappone al Mori Art Museum di Tokyo, assieme alla collezione del FRAC Centre di Orléans. Nel 2006 è presente alla mostra "Future City - Experiment and Utopia in Architecture 1956 - 2006", al Barbican Art Gallery di Londra.
Nel 2008 vince il Concorso al Premio Musmeci per il progetto sul Ponte di Messina.
Muore a Firenze il 19 febbraio 2010


Complessi archivistici prodotti:
Giorgini Vittorio (fondo)


Bibliografia:
A. ALEARDI, C. MARCETTI (a cura di), L'architettura in Toscana dal 1945 a oggi, Firenze, Alinea, 2011, 121,125
A. BRANZI, Architettura e Design, in AA.VV., Continuità. Arte in Toscana 1945-2000, cat. mostra. Firenze, 2002, 56, 60, 70
C. PROSPERINI, La casa scultura. Un profetico progetto elastico oggi ingessato dall'incuria, in "Casa Vogue", aprile 2007, 58
G. PETTENA, Vittorio Giorgini, in "Architectures Experimentales 1950-2000", Catalogo Collection du Frac Centre, 2003, 222-227
L. PRESTINENZA PUGLISI, Le opere di Giorgini ancora senza tutela, in "Progetti e Concorsi", inserto de ILSOLE24, 28 nov.-3 dic. 2011, 12
M. DEL FRANCIA (a cura di), Morfologia-Topologia-Spaziologia, catalogo della mostra Palazzo Minucci Solaini - Pinacoteca Pubblica, 9 settembre-8 ottobre 2006, Volterra
M. DEL FRANCIA, Vittorio Giorgini 1926-2010, in "ARKnews", n. 2, maggio-giugno, 2010, 7
M. DEL FRANCIA, Vittorio Giorgini. La natura come modello, Firenze, Pontecorboli, 2000
V. GIORGINI Early Experiments in Design Derived from Study of Nature's Morphologies, in "International Journal of Space Structures", volume 11, New York 1996, pp. 57-67
V. GIORGINI, Imparare dalla natura, in "ART APP", n. 3, Anno II, 2010, pp.5-7
V. GIORGINI,Spaziologia. La morfologia delle scienze naturali nella progettazione, Bergamo 1995
GOBBI G., Itinerari di Firenze moderna, Firenze, Alinea, 1987, 66-67
KOENIG G.K., Architettura in Toscana 1931-1968, Torino, ERI,1968, 153

Redazione e revisione:
Ghelli Cecilia, 2013/01/03, prima redazione
Insabato Elisabetta, 2013/03/04, revisione


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