Tasti di scelta rapida del sito: Menu principale | Corpo della pagina | Vai alla colonna di sinistra

Colonna con sottomenu di navigazione


icona contrai alberocontrai l'albero

Contenuto della pagina


Guida on-line agli archivi non statali
Menu di navigazione

Home » Ricerca guidata » Indice dei complessi » Complesso archivistico

Complesso industriale Italcima, Milano

sottoserie

Estremi cronologici: 1932 - 1939

Consistenza: 2 unità documentarie

Descrizione: Luogo: Milano, via Legnone 4
Committente: Italcima
Collaboratori: Gio Ponti (progetto generale dell'isolato e direzione lavori), Luigi Minguzzi (progetto del giardino), Aldo Salvadori (mosaici parietali nell'appartamento del proprietario), Eugenio Soncini (casa del custode), Primo Matassoni (calcoli statici), Renzo Zavanella (disegnatore)
Consistenza: 2 unità documentarie raccolte in un'unica cornice (misura complessiva: cm. 49,5 x 35)
Realizzazione: sì
Descrizione: Il critico d'arte Lamberto Vitali suggerisce ad Achille Levi, proprietario della fabbrica di cioccolato Italcima, il nome di Luciano Baldessari, insieme a quello del più anziano e affermato Gio Ponti, per la costruzione di uno stabilimento con uffici da realizzare alla Bovisa, nella periferia settentrionale di Milano. La collaborazione fra i due architetti, come dimostra la corrispondenza conservata al Politecnico di Milano, non è facile, tanto che progressivamente avviene una spartizione di compiti (Ponti cede a Baldessari la responsabilità del progetto edilizio, mantenendo personalmente i contatti con il committente).
Il progetto si articola in tre volumi longitudinali paralleli fra loro, adibiti rispettivamente a uffici (al piano terra) e abitazione privata del proprietario (al primo piano); portineria e stabilimento propriamente detto. Un ulteriore corpo di fabbrica a pianta trapezoidale è destinato a magazzino e garage. Anche in questo edificio, come nel contemporaneo progetto per la De Angeli Frua e in quello per la Città cinematografica, Baldessari fa proprio il linguaggio razionalista ricorrendo a volumi squadrati, finestre a nastro, brise - soleil. Gli uffici sono organizzati secondo il modello dell'"open space".
Il progetto viene esposto alla V Triennale di Milano (1933).
La serie è composta da due vedute a volo d'uccello a tempera.

La documentazione è conservata da:
Comune di Milano. Biblioteca archeologica - Biblioteca d'arte - Centro di alti studi sulle arti visive - CASVA


Redazione e revisione:
Pernich Elisabetta, 2009/06/22, supervisione della scheda
Vichi Andrea Carlo, 2009/09/10, prima redazione


icona top